Economia

Superbonus senza Isee: che cosa cambia adesso

Sulle altre questioni ancora aperte c’è ancora molto da fare, in particolare per quanto riguarda il caro bollette

Superbonus senza Isee: che cosa cambia adesso

L’accordo tra le forze politiche di maggioranza e il governo Draghi è stato raggiunto: verrà eliminato l’ostacolo per poter usufruire del Superbonus 110% per i nuclei familiari possessori di case monofamiliari e villette, ossia il limite fissato a 25mila euro di Isee. Per chi ha il villino, inoltre, si potrà beneficiare dell’incentivo edilizio anche se quest’ultimo non è la prima casa. Con la nuova modifica al Superbonus 110% diventerà determinante il tempo in cui dovranno essere effettuati i lavori. Tutte le opere eseguite almeno per il 30% entro il mese di giugno, potranno essere portate a termine non oltre dicembre 2022. Su questi punti i partiti hanno trovato la quadra con l’esecutivo e quindi si potrà procedere verso una soluzione concordata.

La conferma di come un accordo di massima sia stato raggiunto è data dal fatto che le forze politiche rinunceranno a presentare singoli emendamenti lasciando al governo, dopo le discussioni dei prossimi giorni, la possibilità di proporre un unico emendamento con tutte le modifiche da apportare. Un passo in avanti notevole che dimostra, ancora una volta, la buona volontà di partiti ed esecutivo nel portare al termine, nel migliore dei modi, la manovra economica. Come riporta il quotidiano Il Messaggero, anche sulla proroga del Superbonus 110% per quei lavori eseguiti dal 2009 nelle aree colpite dai terremoti c’è massima condivisione: il prolungamento varrà per tutto il 2025.

Sulle altre questioni ancora aperte c’è ancora molto da fare, in particolare per quanto riguarda il caro bollette. L’esecutivo ha stanziato 2,8 miliardi di euro per rendere meno salata la quota di energia elettrica da pagare, ma è alla ricerca di altri 800mila euro (che dovrebbero arrivare dai risparmi fiscali), dato che i 2 miliardi già sono inseriti nella manovra. L’obiettivo, però, è andare anche oltre questa cifra per tagliare i costi dei contribuenti che stanno pesando davvero tanto nell’economia delle famiglie italiane.

Giungono conferme, invece, sulla riforma dell'Irpef e sul taglio per un anno dei contributi per i redditi fino a 35mila euro. Con le quatto aliquote si avrà questo prospetto: 23% per i redditi fino a 15mila euro; 25% per i proventi tra 15mila e 28mila euro; 35% per i guadagni che vanno da 28mila a 50mila euro; 43% per gli introiti superiori. La settimana prossima verrà presentato un emendamento che conterrà queste misure. Il governo e i partiti assicurano che la la riforma dell’Irpef favorirà anche i redditi più bassi.

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