Economia

Tessere, auto e bancomat: che succede con la crisi dei microchip

Per la consegna dei nuovi bancomat i tempi di attesa possono addirittura superare i 12 mesi

Tessere, auto e bancomat: che succede con la crisi dei microchip

Si inasprisce in tutto il mondo la crisi dei microchip, essenzialmente connessa alla estreme difficoltà nel reperire le materie prime per realizzarli. Il cosiddetto "chip shortage", che aveva iniziato a far sentire i propri effetti coi primi lockdown, avrebbe avuto un'ulteriore spinta a causa del conflitto tra Russia e Ucraina.

Le materie prime

Se la Russia, infatti è uno dei principali esportatori di palladio, elemento essenziale per la produzione di semiconduttori, dall'Ucraina proviene gran parte del neon, utilizzato per incidere al laser i wafer di silicio dei microchip. La carenza di suddette materie prime sta irrimediabilmente mettendo un freno all'industria automobilistica, specie per quanto concerne le vetture elettriche, e creando difficoltà nella produzione di tessere dotate di microchip, come ad esempio carte di credito, bancomat o tessere sanitarie.

Industria automobilistica

La situazione in essere starebbe creando problemi alle case automobilistiche. Negli Usa, stando ai dati in possesso di Afs (AutoForecast Solutions), fornitore di database di previsioni automobilistiche, le fabbriche sarebbero state già costrette a tagliare circa 1,06 milioni di veicoli dai programmi di produzione dell'anno in corso. La crisi dei semiconduttori avrebbe impedito di assemblare 180mila auto solo nella prima metà del mese di agosto. A livello globale, spiega Afs, da gennaio 2022 sarebbe saltata la produzione di circa 3 milioni di vetture: un numero destinato a salire fino a superare le 3,8 milioni di unità entro fine dicembre.

Non va meglio in Gran Bretagna, dove gli impianti di produzione hanno già anticipato che non riusciranno più a superare la soglia di 1 milione di vetture all'anno almeno fino al 2025. Difficoltà riscontrabili anche in Italia: le fabbriche Stellantis di Mirafiori e Melfi, infatti, starebbero affrontando problemi nella linea di produzione di 500E, Jeep Compass e Renegade.

Tessera sanitaria

La crisi in atto ha spinto il governo a provvedere alla realizzazione e alla distribuzione di una nuova versione di tessera sanitaria sprovvista di microchip. Le schede potranno fungere da Codice fiscale e da Tessera europea di assistenza malattia ma non da Cns (Carta nazionale dei servizi): e questo perché non sarà più possibile accedere alle funzioni di identificazione e autenticazione online nonché di firma elettronica avanzata.

I cittadini che si trovano a dover sostituire le vecchie tessere riceveranno le nuove senza microchip, anche se il consiglio è quello di conservare le vecchie per poter continuare a usufruire dei servizi online.

Carta di identità

Ritardi inevitabili anche nella realizzazione delle nuove carte di identità, che grazie al microchip possono incamerare perfettamente i dati personali e quelli biometrici del cittadino (foto e impronte degitali prese al momento della pratica) così da consentirne l'identificazione online. Di solito ci vogliono una decina di giorni per la consegna del documento, ma ora per i Comuni è quasi impossibile definire i tempi di attesa.

Bancomat

La crisi ha colpito anche la produzione delle carte di debito, con tempistiche molto dilatate rispetto al recente passato. Se prima dei lockdown occorrevano al massimo 27 settimane di attesa, ora si può arrivare addirittura fino a 52 settimane.

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