Tim, mandato a Labriola sul riassetto rete-servizi

Il cda vota all'unanimità dopo un confronto fiume. Slitta il verdetto sull'offerta di Kkr

Tim, mandato a Labriola sul riassetto rete-servizi

Lungo, lunghissimo cda di Tim, oltre 5 ore, per esaminare il piano elaborato dal neo ad Pietro Labriola. Il manager ha evidenziato «come sia necessario intraprendere un percorso di trasformazione delle offerte e dei servizi alle persone e alle famiglie e sviluppare i servizi alle imprese nell'ambito del cloud e della cybersecurity, facendo leva sulle competenze e sul patrimonio tecnologico del gruppo, oltre che sullo stretto controllo dei costi e dei risultati operativi».

Il cda ha deciso all'unanimità di «dare mandato a Labriola di esplorare le strategie mirate a massimizzare la creazione di valore per gli azionisti, con specifico riferimento agli asset infrastrutturali del gruppo, anche attraverso soluzioni che comportino il superamento dell'integrazione verticale». Da un lato dunque i servizi e dall'altro la rete, che dovrebbe essere poi essere traghettata in Open Fiber per realizzare una infrastruttura unica in fibra; con Cassa Depositi come primo azionista di un asset strategico per il Paese.

Ieri all'esame del board di Tim c'era anche l'Opa di Kkr che è ancora al vaglio degli advisor Goldman Sachs e Lyon Tree. Il cda ha deciso che l'analisi della manifestazione di interesse che gli advisor stanno effettuando con il comitato «ad hoc» sia comparata «anche con le prospettive del gruppo e con le alternative strategiche destinate ad esser considerate nel quadro del piano».

Ora bisogna vedere quali saranno le mosse di Kkr che ha proposto un'Opa a 0,505 euro al fine di delistare Tim e avere mani libere per la ristrutturazione della società. Anche il fondo Usa prevede una valorizzazione degli asset di Tim, con particolare riguardo per Fibercop, dove ha già una partecipata del 37,5 per cento.

Da sottolineare che, nonostante l'arrivo sul mercato di Iliad nel fisso, Telecom ieri ha tenuto in Borsa, chiudendo con un rialzo dello 0,58 per cento. Secondo gli analisti, «per ora la società francese copre solo 7,5 milioni di famiglie, circa il 25-30% del totale. E anche se la copertura crescerà nel tempo l'aumento degli abbonati potrebbe essere limitata da una progressiva perdita di efficacia del marketing del lancio». Mentre le tariffe, come accaduto nel mobile, potrebbero in prospettiva salire. E dunque l'abbonamento alla rete fissa da 15,99 euro al mese, ora offerto da Iliad a chi è suo cliente anche nel mobile, potrebbe in futuro essere ritoccato per i nuovi utenti. L'altro fattore mitigante è che la quota di mercato di Tim nel fisso nelle aree di lancio di Iliad («aree nere», molto concorrenziali) è inferiore a quella nazionale (40%). Gli analisti prevedono comunque una pressione sull'Arpu di Tim e di conseguenza sulle stime di ebitda. Il piano, discusso ieri, dovrebbe essere approvato il 2 marzo insieme ai conti del 2021, che sono già stati oggetto di tre profit warning.

Commenti