Economia

Tredicesime bruciate dalla tasse

I soldi che i lavoratori percepiranno a metà dicembre verranno usati per pagare tasse, canoni, mutui e bolli

Tredicesime bruciate dalla tasse

Le tredicesime andranno in fumo. Il 90% infatti verranno usate per pagare tasse, canoni, mutui e bolli. A lanciare l'allarme sono Adusbef e Federconsumatori, che preannunciano un Natale durissimo. A fine anno, oltre alla busta paga più pesante, arrivano infatti anche le consuete scadenze fiscali, quali tasse, bolli, rate e canoni, che durante il mese di dicembre i contribuenti sono chiamati a versare. Con il risultato di ridurre del 90,6% la gratifica natalizia. Nel rincorrersi dei pagamenti da effettuare entro il 31 dicembre, dei 34,20 miliardi di euro di tredicesime che verranno pagate quest’anno, soltanto il 9,4 per cento, ossia 3,2 miliardi di euro, resterà nelle tasche di lavoratori e pensionati. I consumi caleranno inoltre del 10% perché 3 famiglie su quattro taglieranno le spese.

Ad esempio, la RC Auto, che continua a salassare le tasche degli automobilisti con rincari ingiustificati pari al 7% a fronte di una riduzione dei sinistri, mangerà 5,5 miliardi di euro, il 16,1% delle tredicesime, mentre 4,9 miliardi di euro, serviranno per pagare le rate dei mutui. Il salasso non è però ancora finito: 4,1 miliardi di euro (il 12%) se ne andranno per pagare le tasse di auto e moto, mentre 2,0 miliardi (5,8 %) spariranno per il canone Rai. La tredicesima per la maggior parte delle famiglie è già stata pesantemente ipotecata non solo per pagare tasse, ratei e bollette delle utenze domestiche ma un ulteriore 12,3%, pari a 4,2 miliardi di euro, servirà per pagare i prestiti contratti con banche, finanziarie, parenti, amici e/o conoscenti. Per scopi più piacevoli restano 3,2 miliardi di euro, il 9,4% del monte tredicesime, che potranno essere utilizzati per cenone, regali (spesso ai più piccoli), qualche viaggio, qualcosa da mettere da parte per future esigenze.

Secondo i calcoli della Cgia di Mestre, gli aumenti medi delle tredicesime saranno di dodici euro in più per un operaio, 13 euro in più per un impiegato e 20 euro in più per un capufficio. Tuttavia, se i dati della Cgia di Mestre sembrano indurre a pensare in un aumento dei consumi natalizi, le organizzazioni dei consumatori frenano alquanto gli entusiasmi. Quei quattro soldi di euro in più, che dovrebbe indurre pensionati e lavoratori dipendenti a sciali consumistici non goduti lo scorso anno, ricordano i consumatori se ne vanno al 90% in tasse e mutui, particolarmente pesanti soprattutto per coloro che, come il capufficio da 20 euro in più citato dalla Cgia, "non sono stati ristorati con gli 80 euro".

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