Ubi, il nuovo patto vigilerà sul piano

Genta (CrCuneo): «Dividendo da aumentare». M&A sotto esame

Il «nocciolo duro» di azionisti di Ubi Banca riunito nel Car, il nuovo patto di consultazione che raggruppa il 17,8% del capitale e comprende 8 fra i principali soci (le Fondazioni CrCuneo e Banca del Monte di Lombardia con, tra gli altri le famiglie Bosatelli, Bombassei, Beretta e Radici), è pronto a sostenere il gruppo in caso di eventuali fusioni, ma in maniera proattiva. È quanto hanno spiegato ieri i componenti del comitato di presidenza del patto, Armando Santus, Mario Cera e Giandomenico Genta, presidente della Fondazione CrCuneo. Se agli azionisti venisse presentata un'operazione sostenibile che può creare valore a medio-lungo termine, «mai dire mai», ha sottolineato l'avvocato Mario Cera evidenziando l'intenzione di non sottostare a «nessuna moral suasion, di nessuna autorità, che possa imporre agli azionisti di una banca sana, quale è Ubi, di fare operazioni». Per Cera, quindi, «nessuno può imporre a Ubi di sobbarcarsi situazioni di crisi».

Lo scopo del nuovo patto di consultazione, che si riunirà martedì prossimo dopo la presentazione del nuovo piano industriale di Ubi, è quella di garantire il «successo sostenibile» della banca attraverso un «confronto severo, obiettivo e autonomo» sulle strategie seguendo la stessa metodologia che adotterebbe un investitore istituzionale in quanto, ha evidenziato il notaio Armando Santus. Per partecipare all'accordo, che non prevede un sindacato di voto, occorre infatti detenere almeno l'1% del capitale della banca.

La figura dell'ad Victor Massiah non è ovviamente in discussione essendo stato rinnovato per un triennio nell'assemblea 2019, ma l'idea è quella di un'interlocuzione vivace. L'incremento del dividendo a 0,13 euro «è soddisfacente ma non sufficiente», ha chiosato Genta (la Fondazione CrCuneo è primo azionista singolo). In merito alle opzioni M&A Genta ha precisato che «non c'è nessuno da escludere: anche una Mps ripulita dai rischi potrebbe essere appetibile, Banco Bpm darebbe una svolta di carattere più nazionale ma, secondo le stime degli analisti comporterebbe un consistente aumento di capitale, mentre Bper sarebbe più compatibile».

Ieri Ubi ha guadagnato il 5,35% beneficiando del rialzo del target price di Equita.