Utile Intesa: +31,7%, battute le stime

Profitti a 1,5 miliardi. Messina: "In linea per superare il 2020, avanti con la cedola"

Utile Intesa: +31,7%, battute le stime

Boom di utili per Intesa Sanpaolo. Ca' de Sass ha chiuso il primo trimestre con 1,516 miliardi di profitti, il 31,7% in più rispetto a un anno fa e 500 milioni circa in più rispetto a quanto atteso dagli analisti, grazie alle minori rettifiche sui crediti e ai risultati sull'attività trading.

A livello di capitale l'indice di patrimonializzazione Cet1 si è attestato a regime al 14,4% (con un Cet1 pro forma al 15,7%, quasi il doppio rispetto all'8,63% richiesto dai requisiti europei). «Il nostro modello è solido e redditizio e ha portato a risultati eccellenti, con il miglior utile netto trimestrale dal 2008, nonostante la pandemia», ha dichiarato l'amministratore delegato Carlo Messina (in foto) nel corso della presentazione agli analisti. Lo stesso Messina ha poi confermare che l'istituto «è perfettamente in linea con l'obiettivo di superare i 3,5 miliardi di utili registrati nel 2020 entro dicembre». In Piazza Affari Intesa ha brindato alla trimestrale con un rialzo dell'1,4%, portandosi a 2,34 euro.

Dopo un anno di digiuno forzato sul fronte dei dividendi, la trimestrale rende la banca ancora più fiduciosa sul fronte delle cedole. «La remunerazione dei nostri azionisti resta una priorità», ha commentato Messina, ricordando che già a maggio è prevista la distribuzione di «700 milioni circa in contanti di dividendi, il massimo stabilito dal Supervisore». Superate le restrizioni della Bce e subordinatamente alle indicazioni che verranno dare a fine settembre da Francoforte, Ca' de Sass intende procedere con la distribuzione di riserve entro fine anno per araggiungere un payout ratio previsto dal piano e pari al 75% dei 3,5 miliardi di utile netto rettificato registrato nel 2020. Intesa Sanpaolo ha poi confermato il suo impegno a distribuire il 70% dell'utile netto 2021 e di procedere, previa autorizzazione dell'Eurotower, a staccare un anticipo sulla cedola 2021 già entro l'anno.

Più in dettaglio tra gennaio e marzo la banca ha registrato 5,56 miliardi di proventi (in calo del 2% sul 2020, tenendo conto dei dati di Ubi nel periodo ante acquisizione) con commissioni nette pari a 2,3 miliardi (in aumento dell'8,9%), 1,94 miliardi di interessi netti (-4,7%) e 373 milioni provenienti dall'attività assicurativa. In miglioramento la qualità del credito: i crediti deteriorati sono scesi dello 0,8% rispetto a dicembre (e di circa 32 miliardi dal 2017, ovvero sei miliardi in più rispetto alle previsioni di piano), mentre l'incidenza degli Npl sui crediti complessivi al lordo delle rettifiche si è attestata al 4,4% e la copertura dei crediti deteriorati a marzo, infine, si è attestato al 49,4 per cento.

Quanto al futuro Messina si è detto «molto positivo» sul 2021. «E non solo per le sinergie che arriveranno da Ubi.

Sono sicuro che le commissioni vedranno una accelerazione nel 2021. D'altro canto, aprile è stato un ottimo mese per il private banking e la Banca dei Territori», ha sostenuto il banchiere, evidenziando le capacità e l'impegno del gruppo a lavorare per trasformare i depositi in risparmio gestito oltre che le attese sul fronte assicurativo.

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