"Sono finito nella lista nera..." Adesso una carta può rovinarci

Il Sig. Sergio ha visto rifiutata la richiesta di finanziamento da parte di una banca: da quel momento, per tre mesi, non è possibile rateizzare nulla, dal mutuo per la casa alla batteria di pentole...

La storia che vi andiamo a raccontare è incresciosa e mette in luce l'aspetto negativo delle banche e del sistema che opera attorno ad esso: a causa di un finanziamento rifiutato, un cittadino italiano si è visto rifiutare qualsiasi cosa volesse acquistare, dalla batteria di pentole all'auto nuova. È rimasto vittima di un sistema strano e poco chiaro. Ma procediamo con calma.

La storia

Il sig. Sergio, lettore de ilgiornale.it, ci ha scritto spiegandoci la situazione in cui si trova attualmente: promotore finanziario ed ex dirigente e direttore commerciale di diverse banche, dal 2005 si è specializzato in mutui e finanziamenti ma è rimasto vittima (suo malgrado) dello stesso sistema di cui fa parte. "Da diversi anni mi occupo anche delle anomalie bancarie-finanziarie: è una passione sviluppata nel corso del tempo tant'è che ho collaborato con studi legali che si sono avvalsi delle mie competenze per risolvere problematiche ai loro clienti. La cosa bizzarra è che, proprio io che ho risolto problematiche anche ad amici e conoscenti, sono rimasto vittima di questa situazione".

Poco tempo fa, Sergio ha richiesto una linea di finanziamento attraverso la richiesta di una carta di credito ad una banca a nome della società per la quale lavora e di cui è garante: tutto nasce per una proposta che trova online. "Ho aderito a questa iniziativa e sono stato chiamato da un consulente della banca in questione. Ho inviato tutta la documentazione che fosse necessaria, lui mi ha inviato il contratto e l'ho siglato tramite firma elettronica". È adesso che succede l'incredibile: "la carta che ho richiesto, prima ancora che mi venisse comunicato, è stata rifiutata". Da questo rifiuto, l'utente è stato segnalato e sono successi tutta una serie di problemi.

Perché la banca ha torto

Oltre al danno c'è anche la beffa: non soltanto la negazione (senza motivi) da parte della banca, ma la cosa più grave è stata la pubblicazione del rifiuto, che in questo caso non potrebbe avvenire. La segnalazione è stata messa sia sul soggetto giuridico, sia sulla persona fisica. Ecco cosa recita il comunicato stampa del Garante per la Privacy del 18 novembre 2002 e tutt'ora in vigore. "La comunicazione che banche e finanziarie effettuano alla "centrali rischi" per segnalare i dati personali di coloro ai quali non è stato concesso un finanziamento o che vi hanno rinunciato, è ingiustificata, in considerazione del fatto che il rapporto di finanziamento non si è instaurato o si è comunque interrotto ad uno stadio che non legittima una divulgazione dei dati. Spesso, peraltro, il rifiuto di concedere finanziamenti deriva da valutazioni discrezionali di banche e finanziarie o da politiche contrattuali piuttosto che dall’inaffidabilità del cliente". Tutto molto chiaro: non è colpa di Sergio ma delle policy aziendali. Però, il rifiuto è costato molto caro al povero utente.

Quali conseguenze

"Il rifiuto non può essere pubblicato mentre le banche e le finanziarie, nel mio caso, lo hanno comunicato ed è presente in banca dati", ci dice Sergio. Quali sono stati, quindi, i disagi? "Dovevo cambiare un'auto ma il finanziamento mi è stato rifiutato perché da quel momento in poi, qualsiasi società per cui richiedi un finanziamento, ha sempre un collegamento in cui viene richiesto alla società bancaria di fare da garante per l'operazione". In pratica, alla notifica del rifiuto, viene tutto bloccato: rate, mutuo, acquisto per 90 giorni.

"Voglio sottolineare come, prima di fare questa domanda di finanziamento, avevo una Crif pulitissima (Centrale Rischi d'Intermediazione Finanziaria, è la società privata che gestisce il Sic, Sistema d'Informazioni Creditizie, ndr). Un rifiuto rientra semplicemente nella politica del credito degli istituti di credito finanziari, è sbagliata però la pubblicazione di rifiuto invece di chiedere la rinuncia".

Come doveva comportarsi la banca

Cosa può fare una banca o una finanziaria per comunicare i dati a Crif? "La banca, dopo aver rifiutato il finanziamento e non avendomi concesso la carta, avrebbe dovuto chiedermi, come forma di cortesia, di stipulare un modulo di rinuncia per procedere e chiudere l'iter istruttorio con una denuncia da parte mia". In questo modo, se il Sig. Sergio avesse chiesto un finanziamento ad una qualsiasi altra banca, quello che avrebbe letto il sistema era che l'utente aveva rinunciato ad una carta credito. "È diverso trovare un dato in cui si legge che la carta di credito è stata rifiutata, è un elemento negativo nei confronti della vittima che è visibile a tutti", sottolinea Sergio. In caso di rinuncia, infatti, un altro istituto bancario può chiedere contezza in merito, cosa che la maggior parte delle volte non avviene. Ma, almeno, non ci si ritrova bloccati a non poter fare nulla.

La denuncia

"Si genera un vortice per cui non si può richiedere neanche un telefonino. Io, però, oltre a chiamare la banca per chiedere spiegazioni, ho fatto 4-5 istanze alla banca, alla Crif e al garante per la privacy denunciando l'abusiva, illegittima e immotivata segnalazione. Il garante per la privacy mi ha inviato una non risposta. Avendogli chiesto il motivo, nonostante il comunicato del 18 novembre 2002 sia chiaro, che è ingiustificata la divulgazione dei dati, come mai la banca ha pubblicato il rifiuto contrariamente a quanto da te indicato nel comunicato stampa? Non si sa...".

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Commenti

cgf

Sab, 16/01/2021 - 17:42

C'è un detto in Giappone che mette in guardia dall'uso delle carte di credito/debito. E un popolo fortemente indebitato con le banche, ma poco avvezzo ai pagamenti elettronici, proprio loro che anche il loro bagno è pieno di tecnologia, vero? In pratica quel detto dice che basta un click per errore e ti troveresti povero all'istante.

Ezeckiel

Dom, 17/01/2021 - 10:09

È strano che un paese come l'Italia, così garantista con criminali di vario genere e anche terroristi,sia così celere e inflessibile nei confronti di chi salta una rata, o cose simili. Pare che chi ci governa metta il soldo davanti alla vita delle persone.

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Nahum

Dom, 17/01/2021 - 10:35

storia fumosa che probabilmente cela un'insolvenza grave e diverse indempienze. In questi casi é sempre buona cosa chiedere alla controparte quale sia la sua versione dei fatti

scorpione2

Dom, 17/01/2021 - 10:45

E meno male che lavora con le finanziarie Per richiedere una carta di credito lo fa on Line con una banca trovata sul web. Peno che se una persona e specialmente del suo ramo fa questi escamotage on Line abbia dei problemi con le banche. Magari mi sbaglio ma credo che sia così.

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Flex

Dom, 17/01/2021 - 10:58

A mio avviso i problemi sono due. Il primo è politico che ha lasciato campo libero alle Banche da fare ciò che meglio credono senza vigilanza e controlli appropriati. Il secondo sono proprio le Banche di cui non possiamo più fidarci a causa del punto precedente. Le Banche sono diventate quasi uno strumento "d'oppressione" e la privacy fra i loro Istituti pare non esista e tutto questo è causa anche dell'obbligo delle carte elettroniche, grande illusione per il contrasto all'evasione fiscale.

Jon

Dom, 17/01/2021 - 11:34

Ha richiesto una linea di finanziamento o una carta di credito?? Sono due cose ben distinte. Se la sua Banca ha rifiutato, ho non pagava, o rompeva troppo le scatole..!!

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anticalcio

Dom, 17/01/2021 - 12:05

chiedere una carta on line? ecco il sbaglio iniziale..se la chiedeva alla sua banca,tutto questo non succedeva.il rapporto on line è cosi'..grezzo e freddo....cmq puo' sempre cancellare il suo nominatovi dalla banca dati...non ricordo i tempi,ma è possibile

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mortimermouse

Dom, 17/01/2021 - 12:11

c'è pure di peggio! io stesso ne sono a conoscenza di casi veramente squallidi, e di storie peggiori di queste; il sistema creditizio è tarato in modo da non guardare in faccia a nessuno, ma nemmeno a riflettere su quello che fanno ai clienti.... questa è una politica che viene accettata anche a livello di governo (guarda caso, di sinistra!) e a livello europeo (guarda caso, sempre di sinistra!!)

Ritratto di Leonida55

Leonida55

Dom, 17/01/2021 - 12:22

@Nahum - bell oaver fatt opochi ann il ostatale e prendere una cospicua pensione, con la faccia tosta di criticare chi ti mantiene ed è affossato nei guai finanziari grazie ai tuoi amici sinistri. Contento? Da come scrivi, pare di si, quasi da sciacallo.

Ritratto di Nahum

Nahum

Dom, 17/01/2021 - 12:27

mortimermouse, hai ragione Mortimerhouse le sofferenze bancarie, gli scoperti di conto e gli insoluti sono una prerogativa della sinistra, in un governo di destra queste cose non possono accadere...

Ritratto di mortimermouse

mortimermouse

Dom, 17/01/2021 - 12:30

chi ha una storia finanziaria limpidissima, certificata dal CRIF, non può avere inadempienze che impediscono la concessione del finanziamento, perciò, quando i babbei comunisti grulli cercano di trovare una scusa per accusare, la trovano la dove NON è possibile, nè è credibile :-)

MonikaHefti

Dom, 17/01/2021 - 12:41

Si sa che le banche italiane, colpa anche dei vari governi italiani, fanno veramente schifo: bolli per gli estratti conto, bolli mensili, limitato ritiro di contanti, maleducazione del personale che vi lavora sia agli sportelli che online ed esose commissioni quando si cambia la valuta straniera. Controlli inutili per combattere l'evasione o il riciclaggio quando poi la mafia riesce a trasportare senza alcun problema tutto il denaro sporco nelle banche vaticane o della Repubblica di San Marino, senza alcun controllo alle frontiere italiane: siete un popolo di buffoni e ipocriti!

lamaestrina

Dom, 17/01/2021 - 14:22

Cara MonikaHefti, sono d'accordo su tutto quello che scrive (a parte il fatto che pensavo che storicamente il denaro sporco finisse nelle banche svizzere)e la ringrazio per avercelo educatamente ricordato. Ora può tranquillamente tornarsene a casa.

MonikaHefti

Dom, 17/01/2021 - 16:22

@lamaestrina: da non molto tempo le leggi svizzere riguardo anche solo l'aprire un conto in banca sono diventate severissime proprio per evitare che gli sbruffoni come lei possano continuare all'infinito con gli stessi ed unici (visto che non avete altri appigli) luogo comune sulla Svizzera e sulle sue banche.

marco1965

Dom, 17/01/2021 - 16:39

E' stata sentita una versione, occorrerebbe approfondire con la Banca citata, senza prendere posizioni a priori. MPS insegna e ancora ci sono strascichi.

Ritratto di Mary_22

Mary_22

Dom, 17/01/2021 - 17:59

Questa storia fa acqua da tutte le parti: saranno 15 anni che apro e chiudo carte di credito on line e non mi è mai successo niente. Apro se gratis e chiudo appena cambiano le condizioni, faccio a pezzi la carta e la invio alla sede pricipale della banca oppure da quando c'è la Pec mando foto della carta tagliata e via. A mente lo avrò fatto con 5-6 banchediverse e mai avuto noie, e mi hanno sempre accettato la richiesta della carta senza neanche chiedermi la busta paga. Dice un proverbio caro a mia nonna "Male non fare paura non avere".

cgf

Dom, 17/01/2021 - 18:02

@anticalcio Dom, 17/01/2021 - 12:05 Se lei usa la carta solo per il centro commerciale vicino a casa può usare anche quella richiesta alla banca. Io ho due carte, entrambe richieste on line da quando le banche hanno cominciato a proporre le loro brandizzate e ci sono i propri buoni motivi e non solo perché da SUBITO ho limite di 10mila/mese su una ed illimitato (spese anche 15mila/mese) con l'altra e... nemmeno una volta un blocco e/o telefonata.