Vivendi-Tim: miniserie tv sul cellulare

La strategia delle brevi fiction da vedere tramite un'app

Maddalena Camera

Ci sarà anche Ornella Muti nella «app serie» Deep espressamente realizzata per smartphone e dintorni da Studio+, società di Vivendi. In Italia le serie «mobili» saranno distribuite da Tim, il gestore tlc controllato dalla stessa Vivendi con il 23,7%. Quella presentata ieri è la prima sinergia tra le due società dove sono coinvolti contenuti e canale distributivo. In realtà l'app che, quando scaricata permette di vedere queste serie tv, può essere usata anche da clienti di altri gestori. L'unico vantaggio per quelli di Tim è di pagare l'abbonamento alle mini serie 3,99 euro al mese contro i 4,99 chiesti agli altri. Vivendi investirà in Studio+ 35 milioni all'anno per produrre serie tv di diverso genere che spaziano dall'azione al romanticismo, per un totale di oltre 200 video. Ogni settimana è previsto il lancio di una nuova fiction, in totale saranno 15, che andrà ad arricchire il catalogo disponibile in cinque lingue: inglese, spagnolo, portoghese, francese e italiano.

La caratteristica di queste serie che rappresentano il fulcro del cambio di strategia di Vivendi, che passa dalla tv ai dispositivi mobili, sta nel fatto che ogni puntata dura solo 10 minuti. La società francese, che ha già accordi in Brasile con Vivo e in Francia con Bouygues, conta di avere presto milioni di utenti in tutto il mondo per le mini serie «mobili». Certo è che di questa iniziativa farebbe parte anche Mediaset se non ci fosse stato lo strappo con Vivendi sull'acquisizione della pay tv del Biscione, Premium.

«Non voglio commentare la querelle tra le due società ma senza dubbio un'alleanza sui contenuti avrebbe un forte senso commerciale», ha detto Dominique Delport, responsabile contenuti di Vivendi. «Oggi il 50% dei contenuti digitali arriva da Google e da altri grandi operatori Usa ma anche l'Europa deve fare la sua parte ed è per questo che un'alleanza su questo fronte tra le due società avrebbe senso strategico».

Per Daniela Biscarini, responsabile dei contenuti digitali di Tim «l'offerta arricchisce il bouquet già proposto». Sul fronte dei ricavi tra le due società c'è intesa di revenue sharing, mentre a marketing e pubblicità penserà Tim.

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