Vw, il fondo norvegese è pronto a fare causa

Pierluigi Bonora

Il 22 giugno, quando si riunirà ad Hannover l'assemblea degli azionisti del Gruppo Volkswagen, potrebbe succedere di tutto. Oppure niente. A scaldare la vigilia ci pensa, comunque, il fondo pensionistico norvegese, quarto socio di Wolfsburg, con una quota del 1,64%. Il fondo ha dichiarato che farà causa al colosso tedesco che sta cercando di riprendersi dallo scandalo del dieselgate. Il motivo? Le forti perdite registrate per il crollo delle quotazioni: a fine 2015 il valore della partecipazione era sceso a circa 750 milioni. Il Financial Times riportava ieri che il fondo starebbe cercando di aderire a una delle numerose class action in fase di preparazione. E non è detto che i norvegesi possano rivolgersi allo studio californiano Quinn Emanuel Urquhart & Sullivan che, per primo, in ottobre, si era offerto di lanciare, per conto degli investitori penalizzati, una mega class action da 40 miliardi.

Da parte sua il gruppo automobilistico ha deciso, alla presentazione del conti 2015, di aumentare a 16,2 miliardi la riserva per far fronte alle sanzioni, alle cause e ai costi di richiamo delle vetture. In questi giorni si susseguono intanto riunioni ai massimi livelli del gruppo, decisive anche in vista di una ipotizzata sostituzione tout court del cda guidato da Matthias Müller. In una nota, Wolfsburg fa sapere, in proposito, che al momento non è stata rilevata alcuna responsabilità della dirigenza nello scandalo del dieselgate. Da qui la proposta che l'intero cda venga sollevato da colpe per l'anno 2015. A una condizione, però: che, entro la data dell'assemblea, non siano emersi fatti nuovi dalle indagini che capovolgano la situazione.

Nonostante il dieselgate, infine, i 120mila dipendenti con contratto aziendale riceveranno a testa una gratifica di 3.950 euro. Lo scorso anno il bonus, costituito interamente dalla partecipazione agli utili, era stato di 5.900 euro a testa.

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