«Ecopass? Sono più efficaci targhe alterne e incentivi»

Presidente Podestà, la questione termovalorizzatore per Milano si fa sempre più urgente. Il Comune propone di costruirlo al Parco Agricolo Sud, lei cosa ne pensa?
«Mah...credo che prima sia necessario vedere se non ci sono altre localizzazioni: per questo a fine luglio ho iniziato ad affrontare il tema con il presidente di Amsa Galimberti e con il sindaco Moratti, che incontrerò nelle prossime settimane per entrare nel merito della questione. Io comunque credo che prima sia necessario cercare soluzioni alternative».
Ne ha già in mente qualcuna?
«No, ma so che ci sono ipotesi diverse già avanzate dalla Regione Lombardia quando ha commissariato la precedente amministrazione. Credo che sia necessario, a maggior ragione, un confronto con le istituzioni per salvaguardare il Parco Sud».
A proposito di ambiente, è di questi giorni il dibattito aperto sul Giornale sul futuro di Ecopass. Lei come lo vede?
«Ho visto a luglio i dati diffusi dal Comune sul primo semestre 2009, ora aspetto la convocazione del tavolo tecnico con Comune e Regione per discuterne insieme».
A proposito della consultazione dei cittadini su Ecopass, altro argomento bollente a Palazzo Marino, pensa che sia giusto coinvolgere anche i cittadini della Provincia?

«Certo! Credo sia necessario tenere conto anche del parere di chi abita nell’hinterland».
Torniamo al futuro di Ecopass, parte del PdL è favorevole all’allargamento dell’area, la Lega vorrebbe abolirlo. Lei come si pone?
«Allagare l’area non mi sembra così semplice. Al momento ci sono 43 varchi di accesso, ampliare l’area vorrebbe dire anche aumentare i varchi, ma non è facile».
Milano ha una pianta a raggiera, allargando l’area non si dovrebbero aumentare i varchi: i sostenitori dell’ipotesi dicono che l’operazione sarebbe veloce...
«Non credo, e - ripeto - prima è necessario sedersi attorno a un tavolo, discutere i dati sui risultati che si sono ottenuti fino ad adesso e trovarne un’interpretazione comune, dopo si penserà al da farsi, ma il confronto è fondamentale».
Scartata l’ipotesi allargamento, lei è favorevole all’idea di aumentare il numero dei veicoli «tariffati», ovvero soggetti a pagamento?
«Ma allora bisogna chiarirsi su qual è l’obiettivo di Ecopass: serve a fare cassa? Allora va bene aumentare il numero di chi paga per entrare. Se l’obiettivo, invece, è migliorare la qualità dell’aria che respiriamo, allora meglio avere un parco auto ecologico. E poi bisogna pensare a chi è costretto a entrare in città con l’auto, come chi si occupa dei servizi alla persona, gli artigiani e tante altre categorie...I dati diffusi dal Comune, inoltre, dicono che solo il 3,5% di chi accede all’area Ecopass, lo fa in maniera abituale, ecco questo è un dato che deve far riflettere.
Più utile studiare una politica di incentivi per la sostituzione delle auto?
«Sì, non sono contrario per principio all’allargamento dell’area ma mi sembra un discorso prematuro, almeno finchè le linee della metropolitana e del Passante non saranno in grado di servire in modo serio l’hinterland. Per abbattere le polveri bisogna pensare anche alle caldaie...».
Cioè?
«Bisognerebbe rendere obbligatoria l’installazione di un sistema ecocompatibile di riscaldamento. C’è anche un piano casa, credo che bisognerebbe sfruttarlo».
E le targhe alterne?
«Si possono integrare bene con Ecopass così com’è. Quando si circola a targhe alterne, i residenti si organizzano e viaggiano in tre su un’auto».

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