«Edilizia sociale, per le Casse è un’opportunità»

Un fondo per finanziare 50mila nuovi alloggi nei prossimi cinque anni, da offrire poi in locazione a cittadini con redditi medio-bassi. Un fondo che veda insieme soggetti istituzionali e privati. È la «housing sociale», l’ultima sfida del governo per rilanciare il sistema-Paese proprio dall’edilizia sociale.
Il «social housing» è il tema del forum, in programma oggi al teatro Capranica di Roma, organizzato dalla Cassa nazionale di previdenza dei ragionieri. Perché un contributo fondamentale può arrivare proprio dalle Casse di previdenza privatizzate.
«Si tratta - dice Paolo Saltarelli, numero uno della Cnpr - di uno dei grandi progetti di carattere sociale per le infrastrutture che l’esecutivo sta portando avanti, e per il quale è stata richiesta esplicitamente alle Casse di previdenza privatizzate la disponibilità a partecipare, dopo l’adesione della Cassa depositi e prestiti e di alcune fondazioni bancarie».
Presidente, davvero pensate di investire nel fondo per l’housing sociale?
«Stiamo ragionando su un’eventuale partecipazione. Riteniamo che il nostro comparto possa e debba dare il proprio contributo alla costruzione delle infrastrutture del Paese. Il progetto dell’housing sociale potrebbe rappresentare solo il primo passo di una collaborazione tra pubblico e privato. Si potrebbe in questo modo finalmente attivare quel circuito virtuoso di partecipazione e coinvolgimento allargato».
Anche i giovani professionisti con stipendi medio bassi potrebbero avere diritto all’alloggio?
«Probabilmente non sarà prevista una quota riservata, ma certamente nella definizione di classi meno abbienti possono rientrare anche i professionisti con reddito medio-basso. Tuttavia circa la metà dei nuovi alloggi sarà locata a canoni agevolati, mentre il rimanente 50% sarà venduto a prezzi comunque interessanti. Si tratta, quindi, di un progetto che ha evidenti risvolti sociali anche per quelle fasce deboli di giovani iscritti alle Casse».
L’investimento per costruire 50mila alloggi si aggira fra i 2,5 e i 3 miliardi...
«Il contributo richiesto agli istituti previdenziali si può quantificare in una cifra che si aggira attorno ai 500 milioni di euro. Il nostro contributo potrebbe essere compreso fra i 20 e i 30 milioni».
L’housing sociale rappresenta oggi uno degli aspetti chiave con il quale devono confrontarsi governi ed eventuali investitori...
«Il progetto costituisce un primo possibile importante momento di coinvolgimento e di confronto tra il mondo pubblico e privato. Nel corso del convegno discuteremo della possibilità di coniugare la piena attuazione della mission delle Casse dei professionisti con una più coinvolgente partecipazione delle stesse ai grandi progetti di rilancio della nostra economia per il sistema-Paese. A offrire il loro contributo di esperienze saranno esponenti governativi, come i ministri Maurizio Sacconi, Andrea Ronchi, Giorgia Meloni e i sottosegretari Mario Mantovani e Carlo Giovanardi. Ma a discutere del tema saranno anche Matteo Del Fante, amministratore delegato della Cassa Depositi e Prestiti sgr, e presidenti delle Casse di previdenza, quali Andrea Camporese, numero uno dell’Inpgi, e il presidente dell’Enpam Eolo Parodi. Si tratta di una grande occasione per gli istituti previdenziali, per essere protagonisti e dare un segno tangibile di fiducia nelle capacità di coesione e rilancio del nostro Paese».
Nel pomeriggio è prevista anche la tavola rotonda: «Patrimoni immobiliari delle Casse di previdenza: le opportunità per creare valore» a cui parteciperanno Vincenzo Cappiello, ad di Fintecna Immobiliare; Michele Cibrario, ad di Bnp Paribas Reim Sgr, Dario Valentino, ad di Investire Immobiliare, Piercarlo Rolando general manager di Reag. E ancora: Fausto Amadasi, presidente della Cassa geometri; Francesco Attaguile, numero uno della Cassa notariato, Marco Ubertini (Cassa forense) e Florio Bendinelli (Ente di previdenza dei periti industriali).

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