Cronaca locale

Elio, niente storie sul palco un omaggio ai Fu...Turisti

Elio, niente storie sul palco un omaggio ai Fu...Turisti

Quest’estate Elio canta da solo. Senza le Storie Tese, l’inossidabile ensemble milanese, campionissimo del pop-rock demenziale, che festeggia il ventennale dall’uscita del primo album («Elio Samara Hukapan Kariyana Turu») con un singolare «best of» potendo contare sul supporto di un’orchestra in carne ed ossa. Nel corso della carriera dell’ingegner Stefano Belisari provocazione e ironia impertinente sono sempre andati a braccetto con la musica. Perché sorprendersi di «Elio e i fu… turisti», nuovissimo spettacolo creato ad hoc per celebrare il centenario del futurismo che ha debuttato il primo luglio a Sassari? «I futuristi mi sono sempre piaciuti, fin dal liceo», confida Elio, domani (21.30, ingresso 18 euro) in concerto al Festival di Villa Arconati. «Marinetti e compagni erano gente che osava parecchio. Come, nel nostro piccolo, anche noi delle Storie Tese. Credo o che nel manipolare le parole abbiamo molto in comune. Loro però andavano persino al fronte… Cosa che io non mi sognerei mai di fare».
Per il suo dissacrante «viaggio a ritroso nel futurismo» («È stato l’ultimo, grande movimento di avanguardia nato nel nostro Paese. Sarebbe giusto se noi italiani, affetti da esterofilia congenita, riscoprissimo questa realtà, spesso sottovalutata perché legata al fascismo, attribuendogli il giusto peso»), Elio sarà accompagnato da Danilo Grassi (percussioni), Corrado Giuffredi (clarinetto), Giampaolo Bandini (chitarra), Enrico Fagone (contrabbasso) e Cesare Chiacchiaretta (fisarmonica).
Che cosa succederà sul palco grande nella tensostruttura all’interno del Castellazzo di Bollate? Una manciata di imprevedibili cover di classici del canzoniere futurista opera del poliedrico artista napoletano Rodolfo De Angelis (il suo brano più famoso è «Ma cos’è questa crisi?», degli anni Trenta; eloquenti del tema e del tono altri suoi due titoli: «Tinghe, tinghe e tanghe», «Pesci e frutti di mare»); la lettura di alcune pagine dai manuali di Marinetti («Manifesto futurista» e «Come si seducono le donne»); ma soprattutto «La magnifica spedizione fu...turista da Milano a Marechiare per uccidere il chiaro di luna», ciclo di 10 canzoni inedite scritto per questo progetto da Nicola Campogrande su testi di Elio e Piero Bodrato, che racconta la cronaca di un immaginario e fallimentare viaggio in torpedone da Milano a Napoli, dove Filippo Tommaso Marinetti voleva sparare alla luna piena, ma sbagliò il calcolo delle fasi lunari. «Abbiamo immaginato la storia partendo dal ritrovamento di un quaderno in una baita dell’Alto Adige», chiosa Elio, sabato prossimo al debutto al Festival dei 2 mondi di Spoleto con la prima di «Figaro il barbiere», bizzarra proposta in versione cameristica del rossiniano «Il barbiere di Siviglia». «Quel quaderno, che abbiamo pensato fosse opera di un futurista morto giovane e sconosciuto nella Prima Guerra Mondiale, contiene il racconto che andiamo a cantare e raccontare - prosegue Elio -. Si tratta di una storia che, senza scimmiottare i maestri, rende omaggio alla verve dissacrante e da incorreggibili burloni di Marinetti & C.: tranquilli, ci sarà di che divertirsi».

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