No, dico, davvero c’è chi è preoccupato dello slittamento dell’uscita delle nuove Xbox e PlayStation? Me ne sono reso conto giocando, non leggendo i comunicati, siccome nelle lobby, nei matchmaking, nei gruppi casuali, incontro moltissimi giocatori che usano ancora PlayStation 4 e Xbox One (la generazione precedente), soprattutto i più giovani.
Non so se siano la maggioranza assoluta del pubblico, non ho numeri ufficiali sotto mano, di certo sono la maggioranza di quelli che incontro io, e li incontro spesso. Così sono andato a controllare. Avrò cinquantacinque anni, starò iniziando a rimambirmi, ma qualcosa non mi torna, in molti sensi.
Dunque: PlayStation 5 e Xbox Series X|S sono uscite nel novembre del 2020. Sono passati più di cinque anni, che per una console non sono un inizio, consideriamola mezza vita. Consideriamo oggi che i tempi sono diventati più veloci, e supponiamo ci sia una vera necessità di aggiornamento hardware. Eppure, se si prova a fare un elenco onesto dei giochi davvero “next-gen”, quelli pensati solo per questa generazione e non adattati, rimasterizzati, patchati o resi compatibili con la precedente, il numero resta sorprendentemente basso. Next gen dovrebbe essere questo: giochi impossibili da far girare sulle macchine vecchie. Ebbene, dopo sei anni ce ne sono pochi, pochissimi.
Anche i titoli current-gen only, quelli che non girano su PlayStation 4 o Xbox One, come ARC Raiders, restano figli di una logica prudente. Sono giochi moderni, tecnicamente solidi, ma dove conta l’idea, e non rompono davvero con la generazione precedente, la superano in modo educato. È una next-gen per esclusione, non per concezione (diciamo che ARC Raiders potrebbe benissimo essere adattato alle generazioni precedenti, e visto il successo non è detto che non lo facciano).
Il motivo non è difficile da individuare e non ha nulla di romantico. Sviluppare videogiochi oggi costa troppo, richiede tempi lunghissimi e comporta rischi economici enormi, e le software house cercano di vendere su più piattaforme possibile, per cui il cross-gen diventa una forma di assicurazione, non una scelta creativa. Microsoft lo ha dichiarato apertamente, Sony ha lanciato qualche annuncio finito nel nulla, si è fatta i suoi conti. Perché il salto generazionale netto, quello che un tempo giustificava l’acquisto di una nuova console, lo fanno le software house, non chi produce l’hardware. Si compra una nuova console per giocare a quel tal gioco (a proposito: possibile che i continui rimandi di GTA 6 siano legati anche a questo, non sanno su cosa ottimizzare il gioco, per quale console, e per GTA 6 l’hardware delle attuali console sono già vecchie).
Quindi parlare già di PlayStation 6 o di una nuova Xbox fa ridere i polli (perché si dice così? immagino perché i polli non ridano mai, noi però ridiamo troppo e poi ci restiamo male). Le voci che circolano non parlano di annunci ufficiali, sono rumor legati a problemi reali di approvvigionamento, in particolare alla scarsità e ai costi crescenti di GPU e RAM, dovuti anche alla concorrenza con i data center per l’intelligenza artificiale, e per carità, ci sta, la corsa economica è tutta lì (e se qualcosa andrà storto, se sarà una bolla, ci sarà una nuova crisi economica globale, ci mancava). Di conseguenza si parla di possibili slittamenti oltre la finestra 2027-2028, qualcuno azzarda il 2030.
Il paradosso è che, mentre si discute della prossima generazione, molti giocatori stanno tornando indietro. Fallout 4, gioco del 2015, ha visto un aumento netto dei giocatori attivi; Cyberpunk 2077 viene riscoperto e rigiocato anni dopo l’uscita, adesso che è finalmente completo (un capolavoro, quando uscì era pieno di bug). D’altra parte quando mancano vere novità il pubblico non smette di giocare, gioca meglio, torna a mondi che conosce e che funzionano, e lo sa bene Activision, che quest’anno, vivendo di rendita con Call of Duty e vendendo sempre lo stesso gioco ogni anno a 80 euro e riciclando sempre le stesse mappe e riuscendolo ogni volta a peggiorare, quest’anno ha preso una batosta che se la ricorda per almeno altre tre gen.
Comunque sia: scarseggiano GPU e RAM? Ma meno male.
Se le nuove console fossero già pronte, probabilmente non sapremmo comunque cosa farcene, e visto com’è andata questa generazione, con pochi giochi davvero interessanti e una lunga serie di compromessi e remake, il problema non è tecnologico, è creativo (e gli sviluppatori creativi continuano a licenziarli a blocchi, benvenuta AI, auguri). Quasi quasi conviene prendersi una old gen, almeno sappiamo cosa aspettarci. Non è nostalgia, o forse sì, di quando i giochi li facevano bene.