Simone Mercurio
Si definisce uno «sbilenco cantore degli ultimi, dei barboni, dei diseredati, dei senza domicilio, dei poveracci che cercano di difendere la propria vita con le unghie e con i denti». Voce eternamente e efficacemente biascicata, senso teatrale fortissimo, arriva a Roma per una speciale due giorni di concerto, Enzo Jannacci oggi e domani al Teatro Ambra Jovinelli, dalle 21. Dopo il grande Giorgio Gaber, Jannacci è uno dei capostipiti del teatro-canzone italiano. Certo, Gaber era inarrivabile, Jannacci è più cabarettistico ma con la sua aria smarrita, con il suo sguardo ironico e buono dietro le spesse lenti, la sua inconfondibile e personalissima voce è oggi indiscutibilmente uno dei superstiti di una milanesità ormai un po persa. «In via destinzione» avrebbe detto il suo grande amico Giorgio Gaber.
Ed è un concerto inedito quello con cui Jannacci festeggia, con lAmbra Jovinelli, la chiusura della rassegna «Faccia da Comico» e lapertura della nuova stagione del teatro diretto da Serena Dandini.
Una serata a sorpresa, con le sue canzoni celebri accompagnate dalle parole che narrano i tempi di una Milano che non esiste più. Canzoni, piccole storie narrate con la tragicità del comico. Il titolo del nuovo spettacolo di Enzo Jannacci è semplicemente «Teatro», prodotto dal Teatro Filodrammatici di Milano. Una partitura per parole e musica con il figlio Paolo al pianoforte, Stefano Bagnoli alla batteria, Daniele Moretto alla tromba, Giorgio Cocilovo alla chitarra e Marco Ricci al contrabbasso.
Enzo Jannacci e la sua Milano «da bere»
Due «serate» a sorpresa con le sue canzoni più celebri
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