«Espansione» L’inchiesta del mensile: La crisi non fa più paura agli italiani

La crisi non è finita, ma non ci spaventa più. Lo dice la ricerca esclusiva di Espansione in collaborazione con Interactive, che ha intervistato mille persone, campione rappresentativo del nostro Paese. Espansione sarà in edicola domani con il Giornale.
«L’anno scorso quasi il 60% degli italiani pensava che la crisi sarebbe stata molto lunga, due anni o più», spiega l’ad di Interactive, Maurizio Pucci. «Oggi questa percentuale si riduce a poco più del 40%. La fine del tunnel appare per la maggioranza a portata di mano, con un intervistato su quattro che pensa a una durata della crisi di qualche mese al massimo». All’inizio della recessione, due italiani su tre si sentivano più poveri. Oggi questa percentuale si attesta al 57%: alta in assoluto, ma in calo di dieci punti in dodici mesi. A conti fatti scopriamo che nel 2009 abbiamo fatto un po’ meno rinunce di quelle che temevamo di dover fare, anche perché abbiamo imparato a fare acquisti in modo più consapevole: ormai il 97% degli italiani, cioè praticamente tutti, confronta sempre prezzi e offerte quando fa la spesa. Così torna la voglia di fare shopping: aumenta la disponibilità a rifarsi il guardaroba, e se non torna il sereno almeno si vede un raggio di sole anche su auto, case e vacanze.Un anno di crisi non ha segnato solo il nostro potere d’acquisto, ma ci ha costretto anche a mettere in freezer importanti progetti di vita, sia nel lavoro (il 17% di noi ha rinunciato a cambiarlo, il 14% a mettersi in proprio) sia nella sfera personale e familiare: nel 2009 il 13% aveva rinunciato a sposarsi, e un altro 13% a fare un figlio. Ora il figlio desiderato sarà messo in cantiere entro l’anno dal 36% di chi ha dovuto rinunciare, mentre il 39% di chi non è riuscito a cambiare lavoro lo scorso anno conta di riuscirci adesso.
I commenti saranno accettati:
  • dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 20:00
  • sabato, domenica e festivi dalle ore 10:00 alle ore 18:00.
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette.
Qui le norme di comportamento per esteso.