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Esposte in Duomo, per la prima volta, le foto artistiche delle guglie

Al momento ci sono sedici immagini realizzate tra la fine degli Anni Cinquanta e il 2025

Esposte in Duomo, per la prima volta, le foto artistiche delle guglie

"Il Duomo di Milano è della fine del 1300, ma le guglie sono del 1800: prima era molto sgombro fuori". Ogni volta che si apre l'argomento della cattedrale milanese si capisce quanto poco se ne sappia. Alcune piramidine e fiocchi che decoravano le guglie sono stati sostituiti perché danneggiati: ora sono esposti a corredo della mostra Duomo d'autore. Scatti contemporanei per la cattedrale di Milano che resterà aperta fino al 24 maggio. Vederla con Elisa Mantia, Coordinatrice dell'Area Cultura della Veneranda Fabbrica del Duomo e vicedirettore del Museo del Duomo, e con Alessandra Micheletto dell'Archivio della Veneranda, entrambe curatrici, permette di rendersi conto che il lavoro in questa cattedrale non finisce davvero mai. Lo documentano 90mila immagini presenti in fototeca, che però non sono ora esposte: "Sono scatti che raccontano i lavori, tutte fotografie tecniche. Finora nell'Archivio del Duomo non sono state mai raccolte foto d'arte, è su queste che ci siamo concentrate per sviluppare questo progetto" dice Alessandra Micheletto. Ecco quindi che la nuova, inedita, rassegna fotografica nella Sala Gian Galeazzo del museo non è solo una mostra: è un programma di ricerca sulle foto d'arte della Cattedrale iniziato due anni orsono. "Le uniche immagini esclusive presenti nel patrimonio della Fabbrica erano una di Gabriele Basilico, donata dalla moglie nel 2016, e una di Giovanni Gastel, donata nel 2021, uno dei suoi ultimi scatti" spiega la Mantia. Niente modelle, solo l'altezza e la profondità della navata centrale del Duomo fotografate dal basso, per Gastel, e un esterno del Duomo per Basilico preso nella sua vicinanza alla città, non isolato come elemento architettonico a se stante. La mostra si apre con questi due lasciti, scatti insoliti per la poetica dei due artisti: fanno capire che sono stati disposti a uscire dal loro seminato davanti all'esigenza di ritrarre il Duomo. Il tema piace ai fotografi, li stimola e porta a sperimentare. Al momento ci sono 16 immagini, realizzate tra la fine degli anni Cinquanta del 900 e il 2025, in cui tutti gli artisti (Marco Anelli, Gian Paolo Barbieri, Gianni Berengo Gardin, Luca Capuano, Mario Carrieri, Cesare Colombo, Giovanni Hänninen, Marco Introini, Giorgio Lotti, Carlo Mari, Ugo Mulas, Carlo Orsi e Giovanna Silva), offrono una visuale insolita del Duomo: "Il progetto è iniziato nel 2023 - spiega la Lamantia-. Abbiamo mandato circa 30 inviti ad altrettanti fotografi chiedendo loro se erano disposti a donare una loro immagine d'archivio del Duomo". Hanno risposto in 15, quasi tutti milanesi o legati alla città: "Quelli ancora in vita sono venuti a vedere l'archivio, o gli eredi, e hanno portato la foto da donare". Gianni Berengo Gardin "ce l'ha consegnata personalmente, prima di morire. Siamo andate a casa sua" racconta la Micheletto. Il Duomo nella foto di Gardin si vede dalle vetrate del Museo del Novecento, in un ritratto che lo pone in stretta relazione con la città. Tema che si ritrova anche in Cesare Colombo, di cui è esposta una veduta del Duomo del 1966 da corso Vittorio Emanuele che lo avvicina alle insegne dei negozi di allora.

Impressionante la foto di Carlo Orsi, che nel 1959 ritrae il Duomo immerso nella nebbia, "Madonnina velata". Ugo Mulas mette in evidenza l'operosità della Fabbrica: va sulle guglie, si nasconde dietro la statua di Santa Cunegonda regina di Lussemburgo e ritrae gli artigiani al lavoro.

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