Vada per quelle da organizzare a Monti, Trastevere, Trevi, Ludovisi, Castro Pretorio e in tutti gli altri rioni del I municipio. Ma a Testaccio ed Esquilino le manifestazioni culturali «non shanno da fare». Così sentenziò la giunta di centrosinistra presieduta da Giuseppe Lobefaro nel «Bando delle idee cultura 2007/2008», che a pagina 2 recita testualmente: «Sono escluse da questa sezione iniziative rivolte ai rioni Testaccio ed Esquilino».
E le iniziative «vietate» per i due popolari rioni capitolini sarebbero appunto le manifestazioni locali, che almeno nelle intenzioni dovrebbero «costituire unoccasione per conoscere e valorizzare zone meno note del territorio, avere finalità ludico-ricreative e creare coesione sociale».
Ma evidentemente non tutti i rioni sono uguali per questo bando finalizzato a promuovere la realizzazione di un programma di eventi culturali in tutto il centro storico, diviso in sei sezioni - quattro i milioni di euro messi a disposizione per ogni sezione, mentre le buste dovranno essere presentate entro il prossimo 19 dicembre - e che prevede inoltre rassegne letterarie e cinematografiche, «feste delle piccole librerie», valorizzazione del territorio e promozione della creatività giovanile al femminile».
Una scelta, quella di Lobefaro, che oltre a essere discutibile, è in palese contrasto con il contenuto della mozione sulla sicurezza e la qualità della vita allEsquilino, presentata lo scorso 6 novembre dal capogruppo municipale di An Federico Mollicone e dal consigliere Stefano Tozzi e approvata dal Consiglio nellambito del Piano sicurezza. Nel testo infatti si impegna il presidente della ex circoscrizione ad attivarsi per chiedere al sindaco Walter Veltroni, al prefetto Carlo Mosca e allassessore comunale alla Sicurezza Jean Leonard Touadi, «un finanziamento straordinario per le attività culturali del territorio - dellEsquilino appunto, ndr - per caratterizzare positivamente i luoghi artistici e culturali dellarea (ad esempio lauditorium di Mecenate)».
Un indirizzo che il «bando delle idee cultura» contraddice in pieno. Duro il commento di Mollicone: «Oltre a essere scorretta dal punto di vista amministrativo, questa decisione pare addirittura essere stata ispirata direttamente da Lobefaro, senza che né il presidente della commissione Cultura, né i consiglieri impegnati nei due rioni ne fossero a conoscenza».
Tanto che la faccenda avrebbe provocato una grave spaccatura anche nella maggioranza.
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