Altri arresti per l'omicidio E a Londra ora è psicosi

Londra L'allarme è scattato ieri pomeriggio dagli schermi dell'inglese Sky News: un altro uomo accoltellato a Woolwich. A 300 metri dal luogo in cui, da mercoledì scorso, centinaia di mazzi di fiori e palloncini vengono deposti dai londinesi in segno di lutto per il brutale assassinio del soldato Lee Rigby. Per un'ora e mezza è tornata la paura di un nuovo attentato all'arma bianca, il terzo in una settimana tra Parigi e Londra. Ma il nuovo allarme emulatori (da subito dopo l'attacco col machete Downing Street aveva parlato di rischio «copycat») stavolta era infondato: l'accoltellamento, sostiene la polizia londinese, non ha niente a che vedere con la morte del povero soldato Lee Rigby.
Ma l'allerta terrorismo non è certo un capitolo chiuso. Scotland Yard ieri ha effettuato un nuovo arresto in relazione all'uccisione del soldato. Si tratta di un 22enne del nord di Londra, fermato dall'anti-terrorismo. L'altra sera erano stati arrestati tre uomini sospettati di complicità con l'uomo del machete.
Ieri il premier Cameron ha annunciato la costituzione di una task force anti terrorismo, ma le polemiche sulla prevenzione delle sanguinarie gesta di Michael Adebolajao non si placano. Il Foreign Office ha confermato che il 28enne di origine nigeriana era stato arrestato in Kenya nel 2010 perché sospettato di volersi unire alle formazioni islamiche degli Shabab. L'ambasciata gli fornì assistenza legale.

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