La "cavia" dracma fa cadere il grande tabù

Indipendentemente dagli esiti e dal successo delle intese politiche in Grecia, l’ultimo fine settimana sarà ricordato per la fine del tabù dell’inconcepibile uscita dall’euro

Indipendentemente dagli esiti e dal successo delle intese politiche in Grecia, l’ultimo fine settimana sarà ricordato per la fine del tabù dell’«inconcepibile» uscita dall’euro. Fino a ieri ci avevano fatto credere che abbandonare la moneta unica era impossibile, adesso invece l’Europa si è svegliata, scoprendo che la cosa si può fare, anzi, sentendo i massimi responsabili dell’economia tedesca, sembra che la mano verso la Grecia sia più tesa per spingere che per trattenere. Anche i commentatori ormai hanno alzato bandiera bianca e la parola «impossibile» man mano sparisce, sostituita da improbabili «conti» sul costo del ritorno alla dracma. Possibile che nessuno avverta il senso della presa in giro? La differenza è sostanziale. Volare sbattendo le braccia è «impossibile», comperare un biglietto aereo può essere più o meno costoso, ma l’esborso è una scelta. Ebbene, questa scelta è stata finora negata a tutti, dai greci agli italiani, fino agli stessi tedeschi, sempre di fronte al dogma dell’indissolubilità della moneta unica. Si tratta di una responsabilità politica gravissima, perché togliere dal novero delle scelte una decisione così fondamentale per il destino dei popoli, mette in burla tutto il dibattito sulle riforme, declassandolo a una scelta della tappezzeria quando, la vera questione, era se traslocare o meno. Sarà stato un caso, ma finché le banche europee (tedesche e francesi in primis) erano in difficoltà e piene di titoli di Stato greci, non si doveva nemmeno parlare di un ritorno alla dracma. Parimenti, finché il governo italiano era in mano a un personaggio imprevedibile come Silvio Berlusconi, che avrebbe anche potuto smettere di stare al gioco tedesco, il dogma teneva. Così, invece di responsabilizzare i cittadini con una scelta, si è utilizzata la Grecia come una cavia da laboratorio. Gli stessi che si indignano per i cagnolini usati per i test non hanno battuto ciglio nel vedere milioni di persone utilizzate per provare teorie economiche strampalate. Dove sono oggi quelli che, nell’imporre assurde misure recessive alla Grecia, dicevano che grazie a quella cura si sarebbe «riguadagnata la fiducia dei mercati»? Semplice, sono sempre ai loro posti e continuano a pontificare come se nulla fosse successo. La cavia greca, invece, è stata messa sul tavolo degli esperimenti e adesso, che dovrebbe ricevere gli aiuti, nessuno più la vuole: magicamente la porta sbarrata dell’uscita dal laboratorio si spalanca e andarsene diventa una scelta possibile. Ormai ai greci converrebbe stare dove sono e incassare i finanziamenti promessi (pagati anche da noi). La caduta del tabù dell’euro dovrebbe, però, essere soprattutto discussa negli altri Stati dove la situazione non è ancora così compromessa, in primis in Italia, finita nel caso non ce ne fossimo accorti sullo stesso tavolo da esperimenti usato per la Grecia seppur (bontà di Mario Draghi) inondati dall’anestetico dei prestiti della Bce. Gli studi sui costi di una secessione sono viziati da un errore basilare: si focalizzano sulle conseguenze negative, come se il punto di partenza fosse una situazione ottimale e pre-crisi. È fuorviante ipotizzare, ad esempio, i costi di una fuga di capitali se non si prende atto che essa è già largamente avvenuta e fotografata dall’ormai famoso spread. Si teme per i depositi nelle banche? Si potrebbero studiare modalità di conversione che li mantengano inalterati come i depositi in valuta. Si teme per l’import di energia? La componente fiscale di questa voce è talmente elevata che ogni costo aggiuntivo potrebbe essere ammortizzato riducendo le accise. Insomma, basta prendere atto che l’impossibile non è più tale e vi sono dei semplici pro e contro. Se ne discuta e si scelga.
Twitter: @borghi_claudio
I commenti saranno accettati:
  • dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 20:00
  • sabato, domenica e festivi dalle ore 10:00 alle ore 18:00.
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette.
Qui le norme di comportamento per esteso.
Commenti

gpl_srl@yahoo.it

Lun, 14/05/2012 - 08:29

l' esperimento Dracma è fatto in funzione di una prova generale fatta subito dopo con la lira: ne usciremo sicuramente mal conci ma non quanto i tedeschi che in questi hanni hanno sostenuto la loro economia alle spalle delle monete deboli europee: noi dunquie ne usciremo più che malconci ma loro??? non li vedo assolutamente tutti floridi e grassi: i moltio trichiapputi stanno perdendo peso e due buchi non serviranno più a nessuno: noi un piatto di polenta lo abbiamo sempre mangiato siamo abituati sia al lavoro che alla mediocrità di cibi spesso poveri: e loro??

Ritratto di scappato

scappato

Lun, 14/05/2012 - 09:29

"non si puo' uscire dall'Euro" e' solo un altra frase fatta da idioti per idioti. segue "lo spread e' solo colpa di Berlusconi" e "gli uomini della sinistra sono piu' onesti".

AnnoUno

Lun, 14/05/2012 - 09:33

Bisognerebbe PRIMA uscire dalla Ue e POI dall'Euro. Il vincolo politico e l'espropriazione della sovranità nazionale avvengono a causa della Ue, non dell'Euro. Uscendo dalla ue avremmo la possibilità di costituire una Banca Nazionale di Stato scevra dal ricatto del signoraggio. Una tal banca potrebbe essere usata per pilotare i 10 anni di miseria prevedibili nel modo meno doloroso possibile. La rinnovata indipemndenza dalla Ue ci permetterebbe di prendere in mano il nostro destino, decidere sulle questioni con la nostra testa e soprattutto in funzione del nostro interesse nazionale. Saremo liberi di produrre tutto il latte che vogliamo ed esportarlo a prezzi competetivi. Potremo comprare gas ed energia dove ci pare senza essere condizionati dai "partner". Potremo evitare di partecipare ad iniziative militari idiote ed usare quei fondi per la nostra popolazione. Basta Ue. Creiamo un Movimento Indipendentista Nazionale (MINA, bello no?)

Piero Lombardi

Lun, 14/05/2012 - 09:33

Il crac della Grecia si poteva evitare con misure assai meno costose fino al'anno scorso, ma la Germania ha imposto un lungo periodo di attesa che ha prodotto la situazione,del resto prevedibile, che oggi è sotto gli occhi di tutti. Se è vero che la Grecia è stata utilizzata come cavia per rimuovere il tabù dell'uscita dall'euro, dobbiamo pensare che questo sia il vero obiettivo della Germania che è l'unico paese che guadagnerebbe abbandonando la moneta unica. Con i malumori sul fiscal compact, che presto arriveranno sulla scena, i tedeschi avrebbero buon gioco a giustificare la loro uscita, che gli permetterebbe di evitare le ripercussioni di eventuali ulteriori default e di rimettersi in gioco con una moneta, il supermarco, nettamente rivalutata rispetto all’euro. Allora si spiegherebbe la fin qui incomprensibile politica della Merkel, che sta affossando l'euro.

nino47

Lun, 14/05/2012 - 09:34

Uscire dall'europa e quindi dall'euro sarebbe un ritorno alla sovranità della nazione Italia. di conseguenza anche il ritorno alla lira. Ma.....il propblema che non si affronta è sempre quello: una volta in mano ai nostri incapaci politici nonchè economisti dozzinali di basso conio, che fine farebbe la povera lira che già prima dell'avvento dell'euro valeva meno del due a briscola? Il meccanismo era già collaudato: "svalutare" svalutare e svalutare! Svalutare ad ogni piccola contrarietà, ad ogni intoppo, ad ogni scadenza!E quale sarebbe il nuovo cambio? Spuntasse un genio tipo Prodi, sareste disposti a pagare 5.000 lire un litro di benzina?Prima di "sognare" rislviamo il vero problema: i nostri politici!!!

Ritratto di Gianfranco Robert Porelli

Gianfranco Robe...

Lun, 14/05/2012 - 09:39

Quello greco è un popolo che non si è adeguato nemmeno all'alfabeto latino, che poi sono i caratteri maiuscoli che sto usando in questo momento, e volete che accetti l'unione con l'Europa senza essere consultato con un democratico referendum? La Grecia è la culla della democrazia e se non sbaglio l'Europa, nell'accezione greca, è solo una costiera "europea" sul mare che bagna l'Anatolia.

Random64

Lun, 14/05/2012 - 09:42

appunto Borghi..ci svegliamo adesso? l'Italia, ha voluto? gli è stato imposto? di fare l'europeista senza se e senza ma, la prendevano tutti a bastonate sui denti..ma niente "noi" eravamo europeisti e basta, niente referendum, o altro imolati alla causa Ue, blasfemia opporsi e questo permeava e permea tutti, politici e presunti oppinionisti, esperti, giornalisti..ecc è chiaro che se l'Italia(che è una nazione chiave) non l'irlanda la grecia il portogallo financo la spagna, avesse avuto dubbi o resistenza sull'unione si sarebbe creata una crepa grave fino alla rottura..l'Italia in questa Ue serve anche ai paesi più forti come "magazzino" di scorta..senza una propria guida, e ciò appunto rende ancora l'unione apettibile a germania e zerbino francia..tolto il "magazzino"..effettivamente tutto può andare in malora.

gi.lit

Lun, 14/05/2012 - 09:48

L'Ue è una forma di totalitarismo strisciante tant'è che le principali svolte (introduzione dell'euro compresa) sono state fatte senza interpellare il cosiddetto popolo sovrano. E allorché si videro chiaramente e subito gli effetti nefasti provocati dalla moneta unica (costo della vita pressoché raddoppiato) nessun governo (di destra e di sinistra) varò misure adeguate. Figuriamoci poi Prodi principale artefice di questo disastro. In quanto ai governi di destra, peggio non avrebbero potuto fare. Fra l'altro, quei governi non misero nemmeno in discussione quell'aborto chiamato Trattato di Schengen. Ora mi chiedo: non si potrebbe reintrodurre la lira affiancandola all'euro?

Ritratto di veon

veon

Lun, 14/05/2012 - 10:07

Complimenti a Borghi perchè, per la prima volta su questo giornale, la racconta tutta e giusta. Finalmente...

icetrap

Lun, 14/05/2012 - 10:15

bell'articolo, ma "parziale"... andava invece detto chiaro e tondo che finchè le banche tedesche e francesi (per non parlare dei datori di lavoro di .onti - Goldman) avevao le casse piene di titoli greci inesigibili, era fondamentale per la sopravvivenza dell'intero sistema solare che la Grecia rimanesse nell'euro. Quando Europa (cioè noi cittadini) e FMI (sempre con la percentuale messa da noi europei) hanno dato i prestiti alla Grecia ed i soldi hanno fatto una partita di giro direttamente nei forzieri delle banche, allora improvvisamente la Grecia è meglio che esca dall'euro. Dobbiamo capire che finchè non daremo un bel calcione nel deretano di questi "ragionieri che non ragionano" dell'alta finanza bancaria e dei loro sodali, non ne usciremo. Giuliano

rokko

Lun, 14/05/2012 - 10:42

Sinceramente non capisco questo articolo. E' sempre stato così: uscire dalla moneta unica ha dei costi elevatissimi, è in questo senso che l'opzione era ritenuta "fuori discussione", non certo perché fosse impossibile.

Ritratto di muff@

muff@

Lun, 14/05/2012 - 10:54

#1 gpl_srl@yahoo.it : I tedeschi sono MOLTO più abituati di noi a tirare la cinghia e a non vivere al di sopra delle loro possibilità. A differenza di noi sono una nazione, non una popolazione di "furbi" individualisti che si fregano l'un l'altro. Pur essendo una federazione, o forse proprio per questo, sono riusciti a riunificare politicamente ed economicamente le due Germanie, non hanno, come noi, intere regioni in mano alla criminalità organizzata, delle quali mezza Italia sogna di liberarsi, per le quali sono state spese, e continuano ad essere spese cifre assurde, guidate da politici collusi eletti per il voto di scambio. I tedeschi accettano di fare sacrifici, col benestare dei loro sindacati, che sono meno ciechi e incoscienti dei nostri, ma li fanno perché, sempre contrariamente a noi, sono abituati a vederne poi i risultati. E soprattutto, a differenza di noi, non si fanno guidare da politici incapaci e corrotti, pieni di ingiustificabili privilegi, come lo sono i nostri.

Ritratto di muff@

muff@

Lun, 14/05/2012 - 11:12

#3 AnnoUno : "Creiamo un Movimento Indipendentista Nazionale" AnnoUno? E perché mai dovremmo continuare a vivere con le regioni mafiose sul groppone? Sarebbe una bella occasione perché le regioni del nord finalmente si liberassero di quelle parassite del sud.

manserucci

Lun, 14/05/2012 - 11:37

Quello che travaglia l’Europa è una malattia che si annida nel suo DNA: ci avevano convinti perché ci avevano promesso:" stabilità dei prezzi; maggiomaggiori opportunità per le imprese e i mercati; maggiore stabilità e crescita economica; invee ci siamo trovati “nell'impossibilità di realizzare politiche monetarie a livello nazionale, problemi difficili da combattere per la perdita di sovranità in politica monetaria” e quindi recessione e disoccupazione.

Ritratto di El Presidente

El Presidente

Lun, 14/05/2012 - 11:52

Almeno avremo un metro di paragone per capire cosa comporta uscire da una moneta stabile per tornare ad una moneta che viene svalutata ogni 2 mesi. Devo cercare da qualche parte quanto i Greci pagano un litro di benzina oggi per poi vedere quanto la pagheranno tra un anno a cose fatte.

gibuizza

Lun, 14/05/2012 - 11:56

Finalmente si comincia a parlare chiaro e non per dogmi o slogan. Mi piacerebbe, per puro sfizio, vedere pubblicato l'elenco di tutti quei giornalisti, opinionisti, economisti che finora hanno urlato all'impossibilità di uscire dall'euro pena un crollo totale e un disastro apocalittico. Spero che la gente smetta di comperare i giornali su cui quegli avvoltoi hanno scritto e mentito per anni.

AnnoUno

Lun, 14/05/2012 - 12:17

#13muff@: si sorprenderebbe se sapesse quanti nei Territori Occupati condividono la sua idea! Comunque, nulla impedirebbe di ottenere prima l'affrancamento dalla schiavista Ue e poi separarsi da bravi "fratelli" come hanno fatto Cechi e Slovacchi. Per ora l'importante è riprenderci la sovranità nazionale e decidere da noi come vogliamo sopravvivere..

analistadistrada1950

Lun, 14/05/2012 - 12:17

L'Italia è inesistente non esistendo una Politica che la Governi pensando autonomamente; è come se facessimo gestire la nostra Famiglia da un'estraneo che pensa solo ai propri interessi economici e, per gestire meglio, decide di tenersi anche le nostre entrate. Noi non abbiamo Governi che si succedono, siamo sotto tutela dell'Europa che decide le nostre sorti. Sembra quasi ininfluente cercare di capire si un Partito potrebbe pesnare agli interessi del Paese, se anche lo volesse, arriverebbero subito i supercontrollori a dirti bravo, oppure hai sbagliato. Credo che addirittura la Politica rimpianga il vecchio mondo politico, con tutti i difetti e relative ruberie, almeno potevamo prendercela con uno o l'altro, oggi l'astrattezza dell'impositore, misurato in spread, come confermato stamani da Vegas, gestisce gli Stati senza considerare i fondamentali.

Ritratto di pinoavellino

pinoavellino

Lun, 14/05/2012 - 12:31

Finalmente si ingrossano le fila di chi pensa che uscire dall'euro è fattibile. L'Europa senza una vera federazione fra gli stati ed un governo ed una banca centrale è una entità impalpabile e, come tale, non esiste. Ci hanno buggerato con l'unione monetaria facendoci credere che il resto sarebbe venuto in seguito ed invece ci hanno solo danneggiato portandoci ad un passo dal baratro e facendoci spendere miliardi di euro con la storia dello spread a solo vantaggio di una ristrettissima elite di speculatori che continuano a macinare interessi faraonici a spese dei cittadini inermi e tartassati.

Ritratto di muff@

muff@

Lun, 14/05/2012 - 13:41

#17 AnnoUno : Sono lieto che i nostri desideri corrispondano, AnnoUno. Ma lei cosa intende per Territori Occupati? E occupati da chi, poi?

Ritratto di romy

romy

Lun, 14/05/2012 - 13:56

Eppure qualcosa mi dice.....,conoscendo i miei polli,che uscire dall'Euro potrebbe essere persino un affare economico,non subito magari,ma con un po' di tempo,sicuramente.

fisis

Lun, 14/05/2012 - 22:08

Vuoi vedere che questo superstato burocratico d'Eurabia crolla miseramente? Fosse la volta buona!

profpietromelis...

Mar, 15/05/2012 - 04:08

Nel mio libro " Scontro tra culture e metacultura scientifica etc." del 2006 avevo pronosticato la fine dell'euro voluto da scellerati ed imposto burocraticamente non tenendo conto che la moneta deve rispecchiare l'economia reale e non possono essere messe insieme economie così tanto diverse. E ho dovito persino citare il filososofo Immanuel Kant che nell'opera "Per la pace perpetua" aveva scritto che era impossibile una federazione di Stat europei, perché sarebbe stata instaurata una dittatura a misura dell'espansione di un governo federale, espropriando i popoli della loro indipendenza. Ogni Stato deve essere autore e responsabile di se stesso senza imposizioni esterne. La finanza mondiale, aggiungo io, non avrebbe avuto alcun interesse ad attaccare singole monete, mentre ha interesse ad attaccare l'euro per attaccare tutti gli Stati che vi sono dentro. Come mai la Svezia, la Danimarca e l'Inghlterra non l'hanno voluto? e come mai la Svizzera sta sempre bene con il suo franco?

Ritratto di centocinque

centocinque

Mar, 15/05/2012 - 08:27

Infatti molti sostenitori dell'euro affermano che l'uscita dalla moneta di carta igienica condurrebbe al disastro, senza vedere che è proprio la politica monetaria dell'euro (e dell'asse Merkozy) la causa del disatro in cui ci troviamo tutti.

Leonardo Marche

Mar, 15/05/2012 - 08:26

In Italia la gente sta male, in Francia sentono parecchio la crisi, in Spagna stanno peggio di noi, della Grecia non ne parliamo. Sono di ritorno da un viaggio in Germania, la ricca Monaco per la verità, e parlando con la gente la crisi non sanno neanche che è! Qui c'è qualcosa che non funziona. Il nostro era il 5° paese industrializzato davanti all'Inghilterra. Oggi siamo al 10° posto e l'Inghilterra, che è rimasta fuori dall'Euro, è al 6° posto. Altro che effetti negativi come l'Argentina. La disinformazione dei giornali, soprattutto del sole24ore è stata eclatante. Prodi è ancora li, come pure Ciampi. Una generazione di economisti che non ha voluto usare la testa e che ha sostenuto il mantra che ci ha portato a questo sfacelo. Draghi deve fare scendere l'euro ancora, sotto la parità col dollaro, e se agli imprenditori tedeschi non piace, che escano loro dall'euro.