Elezioni in Grecia: boom della sinistra e dei neonazisti

I primi exit poll danno a Nuova Democrazia una percentuale tra il 20,5 e il 24%. I socialisti del Pasok terzo partito al 13. Per la prima volta l’Alleanza di sinistra Syriza sarebbe il principale partito di opposizione

Elezioni in Grecia: boom della sinistra e dei neonazisti

Se le previsioni degli exit poll saranno confermate la Grecia vivrà uno dei più grossi terremoti politici della propria storia. Netto, infatti, il crollo di consensi per i due principali partiti, i conservatori di Nea Demokratia e i socialisti del Pasok: insieme avrebbero ottenuto tra il 31 e il 37%, contro il 77,4% del 2009.

I due partiti pro euro e storicamente alla guida del Paese dovrebbero subire un durissimo colpo. Secondo i primi exit poll elaborati da 5 istituti di ricerca il primo partito che esce dalle urne è la destra di Nea Dimokratia di Antonio Samaras: avrebbe raccolto tra il 17 e il 20%. I socialisti del Pasok, di Evangelos Venizelos, sono secondi con il 14-17%. La sinistra radicale, profondamente contraria alle misure di austertà del partito Syriza ha avuto un vero boom e ottiene fra il 15,5 e il 18,5% dei voti. Gli exit poll danno anche il successo dell’estrema destra neo-nazista di Alba dorata, che con una percentuale di voti tra il 6 e l'8% supererebbe la soglia di sbarramento entrando in parlamento.

Molta gente e poca tensione. Le operazioni di voto si sono svolte senza particolari problemi. Gli elettori oscillano tra fatalismo e preoccupazione per il lavoro. "Guai a te se ti azzardi a votare Pasok!", minaccia un elettore di un quartiere semicentrale di Atene. In molti scuotono la testa e dicono: "Siamo rovinati". Oppure: "Che Dio ci aiuti". Il ministero dell’Interno ha già fatto sapere che "non prevede al momento di fornire dati sull’affluenza al voto" prima della chiusura dei seggi.

Una sola nota stonata nella giornata. Un gruppo formato da una trentina di neo nazisti ha fatto irruzione in sei seggi ad Atene e ha minacciato i militanti di sinistra che seguivano lo svolgimento delle elezioni legislative. Il portavoce della polizia, Athanassios Kokkalakis, ha prima confermato un singolo caso, con "una quindicina di membri del gruppo Chryssi Avghi" (Alba dorata, ndr) in un seggio di un quartiere popolare di Atene, quindi ha ammesso un secondo incidente in un seggio vicino, a Petroupolis, senza però fornire maggiori dettagli. A lungo movimento semi-clandestino, noto in particolare per le sue aggressioni agli immigrati, Chryssi Avhi è accreditato nei sondaggi con un punteggio che gli consentirebbe di entrare in parlamento. Un testimone oculare ha raccontato l’irruzione nel seggio di Petroupolis: "Sono arrivati in macchina, hanno bloccato la strada, sono entrati nel seggio dove hanno insultato e minacciato i rappresentanti di sinistra e gli elettori, quindi sono ripartiti".

In due piccoli villaggi nella regione di Trikala (nel nordovest della Grecia) gli abitanti hanno, invece, annunciato che non voteranno per protestare contro le pesanti misure di austherity. A Petrochto, i locali contestano i tagli alla spesa pubblica, che ha provocato l’accorpamento di due scuole del posto, mentre a Roboto la gente si è rifiutati di votare nel locale bar, che è stato scelto come seggio in mancanza di altri locali adeguati. Questa mattina, a Corfù, sempre per protestare contro la chiusura del locale ginnasio, i residenti del villaggio di Lapades hanno occupato i due seggi del paese per alcune ore.

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