Gli esperti italiani esclusi dalle perizie sui fucili dei due marò

Passo indietro sul caso della petroliera "Enrica Lexie". Il ministro degli Esteri Terzi: "Queste continue novità non sono assolutamente positive"

Gli esperti italiani esclusi dalle perizie sui fucili dei due marò

La corte indiana del Kerala dice no alla presenza degli esperti balistici italiani agli esami sul calibro dei proiettili che il 15 febbraio hanno ucciso due pescatori. In India ci sono due maggiori dei carabinieri, Paolo Fratini e Luca Flebus, per seguire il caso dei marò arrestati con l'accusa di aver sparato sul peschereccio delle vittime. Gli ufficiali dell'Arma potranno assistere solo ai test di tiro delle armi sequestrate ai fucilieri di marina, che difendevano la petroliera «Enrica Lexie» da un sospetto attacco dei pirati. In pratica è una «sberla» legale all'Italia, poche ore dopo la visita in India del ministro degli Esteri, Giulio Terzi. «Se i nostri esperti non ci sono non abbiamo garanzie: queste continue novità sul piano procedurale e legale non sono assolutamente un segnale positivo» ha dichiarato Terzi.

Sembra però che ci sia ancora una possibilità. Il sottosegretario agli Esteri Staffan De Mistura, rimasto a Kochi dove Massimiliano Latorre e Salvatore Girone sono agli arresti, sostiene che solo oggi la Corte di Kollam deciderà se escludere definitivamente i carabinieri. «Se dopo l'istanza presentata dai legali della difesa - ha aggiunto Terzi - la magistratura dovesse decidere l'esclusione dei nostri esperti dagli accertamenti balistici, ciò comprometterebbe quel percorso condiviso che il governo italiano ha chiesto sin dall'inizio». Nel frattempo gli esperti dell'Arma sono partiti per Trivandrum dove si svolgeranno gli esami.

Nelle stesse ore il capo del governo locale, Ommen Chandy, ha sostenuto che «i casi di omicidio non possono venir risolti al di fuori della Corte. Il processo deve procedere». In realtà c'è già chi chiede soldi per un accordo extragiudiziale. La corte ha respinto la richiesta di Freddy, proprietario del peschereccio colpito, che voleva 7,5 milioni di rupie (113mila euro circa) per una barca pagata solo 2 milioni. La stessa petroliera ancora ormeggiata a Kochi, con gli altri 4 marò della squadra antipirateria, potrebbe salpare versando una cauzione di mezzo milione di euro. L'avvocato dei familiari di uno dei pescatori uccisi, Yash Thomas, denuncia che le sue due sorelle «di 15 e 17 anni, già orfane, sono state dimenticate sia dagli indiani che dagli italiani». Nessuno avrebbe ancora discusso dei 300mila euro che il legale chiede come risarcimento.

L'eurodeputato del Pdl Carlo Fidanza, seguito da altri parlamentari italiani a Bruxelles, ha presentato un'interrogazione denunciando «il mancato intervento» dell'Alto rappresentante Ue per la politica estera, Catherine Ashton. Gli europarlamentari chiedono che «l'Europa batta un colpo per tutelare il diritto dei due marò, impegnati in una missione autorizzata dall'Onu e dall'Ue, a essere giudicati dalle autorità italiane».
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