Non rispetterebbe la privacy e neanche le leggi. Perciò twitter è finito nel mirino del Roskomnadzor, l'ente statale russo per il monitoraggio delle telecomunicazioni. La Russia di Putin stringe il cerchio intorno al social network che - secondo il numero due dell'ente, Maxim Ksenzov - avrebbe «continuato a ignorare le richieste di cancellazione dei contenuti». E perciò - ha aggiunto - il blocco del servizio potrebbe essere «inevitabile». Il portavoce del Roskomnadzor ha spiegato che l'ultimo contenuto eliminato da twitter risale al 26 febbraio (riguardava informazioni «non consentite» sulla guerra in Siria). Ma poi il social network avrebbe assunto una «posizione non costruttiva». Il politico Gattarov ha anche accusato twitter di violare le leggi sui dati personali. Ksenzov ha spiegato che twitter è uno «strumento politico»; secondo lui «le conseguenze del blocco dei social network» sarebbero minori rispetto al «danno subito dalla società russa».
Il 22 aprile scorso la Duma ha approvato una legge che costringe i blogger con più di tremila contatti al giorno a registrare le proprie generalità al Roskomnadzor. E proprio il 22 aprile Pavel Durov, fondatore di Vkontakte.
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