Sequestrati dai «talebani neri» due preti italiani in Camerun

Sequestrati dai «talebani neri» due preti italiani in Camerun

Sono vivi e incolumi, ma rischiano grosso. Sono nelle mani dei Boko Haram, i talebani neri nigeriani «tracimati» nel nord del Camerun. E il loro rapimento non è né casuale né fortuito. Proprio per questo la preoccupazione è tanta. I due preti italiani Giampaolo Marta e Gianantonio Allegri, rapiti venerdì notte assieme alla suora canadese Gilberte Bussier, erano da giorni nel mirino dei terroristi islamici che li accusavano di aver denunciato alle forze di sicurezza del Camerun la presenza in zona di un loro deposito d'armi. A rivelare la possibile causa del rapimento è una suora della Divina Volontà di Bassano del Grappa, una congregazione presente nella stessa provincia dove sono stati rapiti i due preti vicentini. «La polizia nei giorni scorsi avrebbe trovato un arsenale d'armi e i ribelli, subito dopo, avrebbero detto “ve la faremo pagare”. Proprio oggi – racconta la suora - era previsto un incontro tra i sacerdoti per capire come proteggersi, ma stanotte è avvenuto quanto è avvenuto».
La conferma di un clima teso, aggravato da minacce ai religiosi italiani è evidenziata anche da un altro particolare. Don Maurizio Bolzon e don Leopoldo Rossi, altri due sacerdoti vicentini, sarebbero sfuggiti al rapimento proprio grazie alla decisione di abbandonare la missione e dormire, per precauzione, nella casa delle suore a Maroua. «Don Marta e don Allegri sono stati portati via assieme alla suora da alcune persone armate non incappucciate. A quanto ci dicono i testimoni nessuno è ferito. Stanno bene», raccontano ora don Maurizio Bolzon e don Leopoldo Rossi. «Non sappiamo chi siano gli uomini che sono penetrati nella missione, ma non è difficile immaginare chi c'è dietro il sequestro» aggiunge il vescovo di Maroua Philippe Stevens che da tempo denunciava l'infiltrazione dei Boko Haram, la formazione integralista originaria del nord della Nigeria il cui nome significa «l'educazione occidentale è vietata». In Nigeria gli attacchi a chiese e scuole cristiane e le stragi messe a segno dai «talebani neri» hanno causato negli ultimi tre anni oltre diecimila morti. Tra di loro anche due italiani barbaramente trucidati nel corso di due successivi sequestri, il tecnico Franco Lamolinara e l'ingegner Silvano Trevisan.
L'infiltrazione nel nord del Camerun dura dalla fine del 2012. Da allora i Boko Haram provenienti dalla Nigeria seminano il terrore nei villaggi musulmani sgozzando i giovani che rifiutano di unirsi a loro. Il vescovo Philippe Stevens aveva confidato le sue preoccupazioni al vescovo di Vicenza durante la visita di monsignor Beniamino Pezziol alla missione di Maroua dove sono stati rapiti i due preti. «In questi ultimi tempi - spiegava il vescovo - è cresciuta la presenza di gruppi islamici integralisti provenienti dalla Nigeria che hanno un peso sociale e politico crescente. Hanno cercato di impedirmi di parlare con il presidente della Repubblica quando è venuto a visitare la città. E frappongono mille ostacoli alla costruzione della nostra nuova cattedrale».
Il rapimento dei due sacerdoti italiani nel nord del Camerun arriva dopo quello del febbraio 2013 di una famiglia francese rilasciata dopo il pagamento di un riscatto di circa 2 milioni e mezzo di euro e quello di un prete francese sequestrato nel novembre 2013 e liberato un mese più tardi. Gli episodi confermano la rapida espansione del terrorismo fondamentalista in tutta l'Africa Occidentale. Il rischio più evidente è la nascita di una piovra qaidista capace di saldarsi con Al Qaida Maghreb in Algeria, Niger, Libia e Mali e le cellule shebab attive in Somalia e Kenya.

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