Le estetiste contro la Balivo: "A Porta a Porta ci ha offese". Scatta la querela

Sotto accusa la famosa conduttrice di Raiuno per la frase «quasi tutte le estetiste fanno uso di siringhe per praticare i trattamenti chirurgici estetici». L'interrogatorio davanti ai carabinieri di Roma. Ma il suo legale smentisce: «Quel "tutte" si riferiva alle clienti, non alle estetiste»

La partecipazione alla puntata di «Porta a porta» sulla chirurgia estetica, andata in onda il 12 febbraio scorso, è costata uno strascico giudiziario a Caterina Balivo. La conduttrice di Raiuno, a quanto apprende l'agenzia di stampa Adnkronos, è stata infatti querelata per aver «offeso» le estetiste. La trasmissione aveva già suscitato la reazione della Confestetica, secondo la quale la Balivo avrebbe detto nel talk show di Bruno Vespa dal tema «Bellezze,creme o bisturi», di aver visto estatiste praticare iniezioni di collagene o botulino alle loro clienti, pratica vietata dalla legge per le estetiste e consentita solo ai medici.
La polemica mediatica era caduta nel nulla ma qualcuno nei giorni seguenti la trasmissioni aveva presentato querela al Tribunale di Rimini. Risultato? La conduttrice è comparsa davanti ai carabinieri di Roma per fornire la sua versione dei fatti.
Accompagnata dal suo legale di fiducia, il noto penalista della capitale Roberto Ruggiero, la Balivo ha smentito di essersi mai riferita alle estetiste nella trasmissione, alla quale partecipò insieme a noti primari di chirurgia estetica come il prof. Scuderi, il prof. Valeriani, il prof. Santanchè, la dermatologa Pizzetti, la sottosegretaria Martino. La frase incriminata, che la Balivo ha categoricamente smentito, è: «Tutte, tutte, quasi tutte le estetiste fanno uso di siringhe per praticare i trattamenti chirurgici estetici...Io, le vedo che le usano...io le vedo!».
La Balivo, accompagnata dal suo legale di fiducia, ha spiegato ai carabinieri che all'interno della trasmissione erano andati in onda filmati quali «Seni schedati» e «Punturine: killer o filler?», e che lei fin dall'inizio si era subito schierata contro l'abuso della chirurgia estetica, affermando «queste donne sembrano tutte di gomma». La conduttrice, ricordando che all'inizio della sua carriera aveva rifiutato un noto agente cinematografico perché le aveva proposto di modificare la visibilità della sua bocca, ha spiegato che non intendeva offendere nessuno, ma solo sottolineare che il metodo era diventato praticamente un fenomeno di costume.
In particolare, relativamente alla frase contestatagli, la Balivo ha precisato di non aver detto «quasi tutte le estetiste» la «quasi tutte fanno uso di siringhe» intese come clienti. Insomma, un equivoco sorto in un dibattito a più voci dove l'intervento della Balivo si era sovrapposto a quello di Vespa, che parlava di estetiste. Senza contare che la presentatrice di Raiuno non ha chiamato in causa personalmente nessuno e che, a tutt'oggi, non sa neanche chi ha effettivamente sporto querela al Tribunale di Rimini.
Il suo legale Roberto Ruggiero ha pertanto chiesto al Tribunale di Rimini l'immediata archivizione della querela, sottolineando che la semplice visione della registrazione della trasmissione renderà chiaro a tutti che la conduttrice non ha mai diffamato le estetiste.
«Nel suo interrogatorio -spiega il penalista- la mia assistita ha riaffermato la sua posizione concettuale contro l'abuso di pratiche alternative in chirurgia estetica, riferendosi alla vastità di un fenomeno che fa sembrare molte di queste donne che ne fanno uso "tutte di gomma". Un'attenta visione del dvd della trasmissione non potrà non convincere i giudici di quanto sia doveroso archiviare il procedimento, sia sotto il profilo della legittimazione dell'iniziativa, dal momento che non è stato fatto nessun nome di nessuna estetista, sia dal punto di vista della genericità dell'iniziativa, che potrebbe consentire -sottolinea Ruggiero- eventuali richieste di competenza territoriale».