Estorsioni a commercianti e imprenditori, condanne al clan della 'ndrangheta

Pese fino a 13 anni. L'inchiesta nel 2009 aveva portato all'arresto di 39 indagati, undici dei quali con l'accusa di associazione per delinquere di stampo mafioso

Si è concluso con quattro condanne, 12 patteggiamenti e un'assoluzione piena il procedimento relativo all'inchiesta sull'organizzazione criminale «Locale di Legnano-Lonate Pozzolo», affiliata alla cosca della 'ndrangheta calabrese, «Farao-Marincola», e dedita, in particolare, all'estorsione nei confronti di commercianti e imprenditori in provincia di Varese tra Lonate Pozzolo, Busto Arsizio, Gallarate, Malpensa, e a Legnano. Il giudice per le udienze preliminari Chiara Valori ha inflitto la pena più alta, 13 anni, 4 mesi e 20 giorni di reclusione, a Mario Filippelli, ritenuto responsabile di un gruppo criminale parallelo a quello che sarebbe stato promosso dal ristoratore Vincenzo Rispoli, già rinviato a giudizio con altre 24 persone nelle scorse settimane. L'inchiesta al vaglio del gup nel 2009 aveva portato all'arresto di 39 indagati, undici dei quali con l'accusa di associazione per delinquere di stampo mafioso. Nell'odierno procedimento, solo Filippelli rispondeva di questo reato. Secondo il pubblico ministero Mario Venditti, a lui erano affidate le attività predatorie sul territorio e la pena inflitta oggi è in continuazione con precedenti condanne per estorsione e tentata estorsione emesse dal tribunale di Busto Arsizio. Degli altri imputati, cinque rispondevano in ogni caso di associazione per delinquere e tutti, a vario titolo, di riclaggio, usura ed estorsione. Per Venditti, il gruppo avrebbe imposto per anni il pizzo agli imprenditori, intimidendoli, senza che nessuno osasse denunciare. Oggi il giudice ha accolto patteggiamenti a pene che vanno dai 5 mesi ai 4 anni e 2 mesi di reclusione. Ha inoltre trasmesso gli atti al pm per modificare l'accusa di riciclaggio a carico di due imprenditori in emissione di fatture false per operazioni inesistenti.

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