La lista dei Paesi di origine sicuri dell’Unione europea è stata adottata formalmente dal Consiglio dell’Ue, inserendo contestualmente una revisione concettuale che “offrirà agli Stati membri maggiore flessibilità nel respingere le domande di asilo in quanto inammissibili”. Si legge così nel comunicato successivo all’adozione, nel quale si evidenzia che le norme mirano ad armonizzare ulteriormente e a rendere più efficiente il quadro dell'Ue in materia di migrazione e asilo. “L'elenco Ue di paesi di origine sicuri aiuterà gli Stati membri a trattare in modo più efficiente le domande di protezione internazionale presentate dai cittadini di tali Paesi”, si legge nella nota.
I Paesi di origine sicuri inclusi in questa lista, che non è granitica ma può includere o escludere Paesi a seconda dell’andamento della geopolitica a livello mondiale, sono: Bangladesh, Colombia, Egitto, India, Kosovo, Marocco e Tunisia. La cristallizzazione di questo elenco permetterà agli Stati europei di muoversi con coerenza nelle espulsioni e al di là di questi, comuni a tutti, ogni Paese potrà designare proprie liste di Paesi che reputa sicure. Il "modello Italia" in relazione alle migrazioni è "accettato, seguito e apprezzato anche da altri Paesi”, ha dichiarato il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani al suo arrivo al Consiglio Affari esteri a Bruxelles. "Il ruolo dell'Italia è di fare quello che abbiamo sempre fatto. Le scelte europee ci hanno dato ragione. Andiamo avanti per la nostra strada”, ha aggiunto.
“Si rafforza la possibilità di accelerare l'esame delle domande infondate, colpire il business dei trafficanti di esseri umani e governare i flussi migratori in modo ordinato, lasciandosi finalmente alle spalle le politiche fallimentari del passato. È la conferma dell'autorevolezza dell'Italia guidata dal governo Meloni in Europa: la linea della responsabilità, del pragmatismo e della tutela dei confini comuni si traduce finalmente in norme condivise”, sono le parole del ministro per gli Affari Europei, Tommaso Foti. “L’Italia grazie a Giorgia Meloni ha determinato una svolta totale in Europa sull’immigrazione basandosi su un principio di semplice buon senso: devono essere i governi a decidere chi entra sul territorio dell’Ue e non i trafficanti di esseri umani”, ha dichiarato Sara Kelany, deputato di Fratelli d’Italia e responsabile del dipartimento Immigrazione del partito.
Ora la Grecia sta elaborando un piano per inviare i migranti irregolari in centri di accoglienza realizzati nei Paesi in Africa: secondo quanto riferito dai media greci, sarebbero in corso trattative con il Kenya per l'istituzione di questi centri e proposte simili saranno discusse anche con Uganda e Rwanda.