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Migranti, dall’Ue il via libera definitivo alla lista dei Paesi sicuri

Il voto è passato con ampia maggioranza e nella lista sono stati fatti rientrare anche Egitto e Tunisia. Ilaria Salis all'attacco: "L'alleanza delle destre distrugge il diritto d'asilo"

Migranti, dall’Ue il via libera definitivo alla lista dei Paesi sicuri
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Il Parlamento europeo ha votato con 408 voti a favore, 184 contrari e 60 astenuti il regolamento che istituisce una lista di Paesi terzi sicuri a livello europeo ed è passato anche la revisione di concetto di Paese d'origine sicuro con 396 voti a favore, 226 contrari e 30 astenuti. Nella lista dei Paesi sicuri entrano anche Egitto e Tunisia. “Finalmente i richiedenti asilo che a cui verra' rigettata la domanda di asilo potranno essere rimpatriati subito. Non dovremo piu' attendere, non ci sara' piu' nel frattempo il provvedimento di sospensiva del procedimento, e quindi verranno rimpatriati. Addirittura, potranno sostare negli hub nei Paesi terzi, per esempio in Albania, in attesa del giudizio definitivo”, ha dichiarato Susanna Ceccardi.

L’elenco completo dei Paesi sicuri comprende Bangladesh, Colombia, Egitto, Kosovo, India, Marocco e Tunisia. Ovviamente, il Parlamento europeo sottolinea che la Commissione europea monitorerà la situazione nei Paesi inclusi nell'elenco e interverrà qualora le circostanze cambino. Potrà decidere temporaneamente che un paese non è più considerato sicuro o proporne la rimozione permanente dall'elenco. Ma, soprattutto, i membri dell’Ue potranno includere nell’elenco singoli Paesi che non sono presenti nella lista europea, a patto che non siano stati da quella esclusi per ragioni specifiche, con procedura legislativa ordinaria.

Questa, ha dichiarato Sara Kelany, deputata di Fratelli d’Italia, è “la prova che il governo italiano ha sempre operato legittimamente e che le sentenze che hanno rimesso a piede libero i migranti socialmente pericolosi trattenuti nei Cpr, contestando la designazione dei Paesi sicuri fatta dall'Italia, erano piu' dettate dall'ideologia che da ragioni di merito”. Da sinistra si continuano ad alzare voci contrastanti per questa misura, accusando l’Europa di aver inserito nella lista Paesi che, a loro avviso, non sono sicuri.

Questa è l’accusa di Cecilia Strada, europarlamentare del Partito democratico, la quale si lamenta soprattutto dello spostamento dell’asse europeo verso destra, perché, dice, “i nostri avvertimenti come Socialisti non sono stati ascoltati: al contrario, i relatori hanno lavorato per costruire maggioranze con gruppi conservatori ed estrema destra”.

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