Exor in manovra: faro su Fideuram e in India un esordio da 150 milioni

Giulio Piovaccari

«È un dossier come gli altri». La holding d’investimenti di casa Agnelli frena, ma allo stesso tempo conferma che la partita è iniziata. Lo staff di Intesa Sanpaolo avrebbe preso in mano il dossier Fideuram da qualche giorno, con l’obiettivo di arrivare a una vendita lampo, entro fine mese. E proprio Exor sarebbe il candidato numero uno. «Sono operazioni che una volta iniziate bisogna chiudere rapidamente», è il commento di un banchiere vicino ai colloqui. «Tutto potrebbe naufragare da un momento all’altro, ma la trattativa esiste», è la conferma che arriva dalla sponda bancaria. D’altra parte - è noto - quella dei servizi finanziari è una delle aree principali di interesse per Exor. E non è un mistero che il gruppo guidato da Corrado Passera, impegnato nella ristrutturazione delle sue attività di «bancassicurazione», abbia messo sul mercato Fideuram. L’obiettivo è di incamerare liquidità che, tra l’altro, potrebbe servire alla banca per rafforzare ulteriormente la propria base patrimoniale, in vista di una possibile definitiva rinuncia ai Tremonti-bond. C’è il nodo del prezzo: a quanto risulta al Giornale il valore di libro di Fideuram nel bilancio della capogruppo si aggira attorno a 2,5 miliardi, e sarebbe su queste cifre che si sta ragionando. C’è la possibilità che Intesa Sanpaolo mantenga comunque una partecipazione di minoranza, ma ad ogni modo per deconsolidare l’ex società di gestione del Sanpaolo, Intesa deve venderne almeno il 50%. Sulla sponda Agnelli, ammonta a un miliardo la cassa che Exor ha a disposizione per nuove acquisizioni. Per la holding nata dalla fusione di Ifil in Ifi, al cui vertice siede John Elkann, il forzato letargo sembra essere a questo punto finito.
Da una parte la crisi economica e dall’altra l’incertezza dominante sui mercati, avevano fatto assumere al gruppo un atteggiamento molto prudente. I nuovi indicatori, ora, stanno invece portando l’amministratore delegato di Exor, Carlo Sant’Albano, a scoprire gradualmente le carte. Oltre a Fideuram, infatti, ci sarebbe un altro dossier aperto e - a quanto ci risulta - prossimo alla definizione. L’operazione, che rientra nella strategia di allargare gli orizzonti anche all’India, porterebbe a un’operazione del valore di 150 milioni da concludere con un partner asiatico (non sarebbe Ratan Tata, già socio della Fiat). All’interno di Exor, tra l’altro, è stato costituito un comitato strategico ad hoc incaricato di sondare i mercati e trovare le migliori opportunità. Il team è costituito dai consiglieri indipendenti Christine Morin-Postel, Victor Bischoff e Antoine Schwartz, oltre agli stessi Elkann, Sant’Albano e al presidente d’onore della holding Gianluigi Gabetti. Oggi pomeriggio, intanto, si riunisce a Torino l’accomandita Giovanni Agnelli & C. Sapaz. All’ordine del giorno ci sarebbero temi di carattere societario.
Tra i membri della «cassaforte» ci sarà senz’altro anche uno scambio di idee in vista dell’apertura dei cordoni della borsa.

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