Fabbisogno Nei primi otto mesi raggiunta quota 61 miliardi

Il fabbisogno statale arriva, a fine agosto, a toccare i 61 miliardi di euro: 27,868 miliardi in più dei primi otto mesi del 2008, quando il fabbisogno si era attestato a 33,1 miliardi di euro. Il fabbisogno non è l’aggregato finanziario che si utilizza per calcolare l’indebitamento secondo i criteri di Maastricht; e tuttavia conferma che il 2009 si avvia a essere un anno difficile per i conti pubblici. Nel solo mese di agosto, il fabbisogno ha raggiunto i 7 miliardi di euro, rispetto a un saldo negativo di 5,546 miliardi nello stesso mese dell’anno scorso. Il fabbisogno del settore statale di agosto, rispetto allo stesso mese del 2008, «ha registrato incassi fiscali sostanzialmente in linea con quelli dello scorso anno, beneficiando tra l’altro del recupero di gettito slittato dal mese di luglio per effetto dello spostamento dei termini di versamento per i contribuenti soggetti agli studi di settore», ricorda una nota del Tesoro. Dal lato dei pagamenti, il saldo del mese sconta le maggiori erogazioni a favore delle Regioni connesse all’attribuzione, nei termini previsti dalla nuova normativa sulla Tesoreria unica, di risorse proprie riferite all’autoliquidazione di luglio; sconta inoltre lo sblocco di trasferimenti «su partite relative ad anni pregressi». A fine anno, il rapporto deficit-pil dovrebbe attestarsi intorno al 5%. Ma depurato degli effetti della crisi, va considerato al 3,1%. Questa la valutazione fatta in luglio dal ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, dopo il via libera al Dpef. L’indebitamento programmatico corretto per il ciclo, quindi senza l’impatto della crisi e delle una tantum, è stimato al 3,1%.

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