Laura Cesaretti
da Roma
Sarà un faccia a faccia tra Pannella e Boselli, stamani, a cercare di sbrogliare lintricatissima matassa in cui si è impaniata la Rosa nel pugno.
La miccia dello scontro tra socialisti e radicali è stata la querelle sul presidente dei deputati Roberto Villetti (Sdi), che ha dato le dimissioni perché a suo dire i radicali boicottavano il funzionamento del gruppo («Non volevano nemmeno dirci quali parlamentari designavano nelle commissioni, sostenendo che prima doveva riunirsi la direzione della Rosa», dicono i socialisti), e che ora i radicali non vogliono riconfermare. La polemica si è avvitata per giorni in un incomprensibile scontro su quale fosse la sede in cui affrontare il problema (per lo Sdi il gruppo medesimo, costituito da 18 deputati di cui 9 socialisti, sette radicali e due ex Ds, Buglio e Turci; per Pannella sempre la Direzione, nella quale siede lui). Polemica bizantina, esasperata da impuntature personali dei protagonisti e condita da fluviali invettive di Pannella contro i socialisti su Radio radicale, da scambi di lettere aperte sui giornali, da bellicose conferenze stampa nelle quali Boselli avvertiva che «se i radicali non confermano il capogruppo, la Rosa si scioglie», da controconferenze di Pannella che, sventolando liste di nomi anche Sdi sotto la sua richiesta di «convocazione immediata della direzione», avvertiva: «Non è uno scontro tra radicali e Sdi, ma tra i vertici dello Sdi e tutti gli altri, socialisti inclusi!». La riunione del gruppo per riconfermare Villetti è fissata per oggi, i radicali giurano di disertarla e ieri mattina la povera Rosa danzava sullorlo del baratro: «Se si va avanti così è morta», sospirava lo Sdi Buemi. «Allesterno tutta questa storia appare ridicola. Mentre attorno alla Rosa ci sono ancora grandi speranze», constatava Buglio. E il concreto Giovanni Crema, socialista di lungo corso, sintetizzava: «Lo scontro sta tutto in un punto: chi comanda. E Pannella coi suoi è abituato a fare il padrone assoluto». Ma né lo Sdi né i radicali hanno un progetto di riserva. I socialisti sanno bene che i Ds tifano per limplosione della Rosa (e per produrla tengono fuori i socialisti da molte giunte), per inglobarli e presentarsi più forti al tavolo della trattativa di un Partito democratico che non si farà mai.
Faccia a faccia per non strappare la Rosa
Resa dei conti tra radicali e socialisti, anime di un partito dilaniato che ora deve scegliere il capogruppo
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