Falso allarme bomba, fugge anche la regina

Psicosi terrorismo alle stelle in Olanda. È bastato il gesto sconsiderato di un balordo, che si è messo a gridare durante un minuto di raccoglimento in un’affollata cerimonia pubblica ad Amsterdam, per scatenare il panico e mettere in pericolo la stessa regina Beatrice. Nel fuggi fuggi generale oltre sessanta persone sono rimaste ferite e la memoria è inevitabilmente corsa all’attentato di un anno fa ad Apeldoorn, quando un’auto guidata da uno squilibrato aveva travolto la folla che seguiva la tradizionale sfilata reale lungo i viali della città: sette persone avevano perso la vita e l’autobus con a bordo i reali era stato mancato di poco.
La polizia ha arrestato il responsabile dell’inquietante episodio, accaduto martedì sera. È un uomo di 39 anni, ben conosciuto dalle forze dell’ordine per una lunga serie di furti e altri reati collegati alla droga e all’uso di violenza. Ieri si è messo a gridare durante il minuto di raccoglimento che un migliaio di persone stava osservando in una piazza del centro di Amsterdam durante una cerimonia di commemorazione delle vittime della Seconda guerra mondiale nel «giorno del ricordo». L’uomo, che era in mezzo alla folla ed era vestito in un modo che ricordava gli ebrei ortodossi, a un certo punto ha alzato le braccia e ha rotto il silenzio lanciando un grido lunghissimo. Alcune persone si sono spaventate e, altrettanto irresponsabilmente, hanno cominciato a dire «C’è una bomba, scappiamo». Si è scatenata una classica ondata di panico collettivo, molte persone hanno cominciato ad agitarsi, a spingere gli altri e a correre in tutte le direzioni.
Nella ressa molte persone sono cadute e sono state calpestate o in qualche modo ferite: negli ospedali sono state curate contusioni, escoriazioni, ma anche diverse fratture. Tra i feriti molti anziani e bambini. Solo un caso fortunato ha evitato che si siano dovute contare delle vittime. Vista la situazione, gli agenti in borghese (presenti in forze proprio perché ammaestrati dall’attentato di Apeldoorn) hanno rapidamente scortato la regina e altri membri della famiglia reale olandese in una via laterale, mettendoli in sicurezza. Trascorsi alcuni minuti, la calma è tornata nella piazza. Il maestro di cerimonia ha ripreso la parola e ha comunicato una pietosa bugia che però è stata accolta dai presenti con un applauso liberatorio: qualcuno dei partecipanti alla commemorazione si era sentito male, ha detto, ma la cerimonia poteva riprendere.
Così è stato. La famiglia reale è ricomparsa, anche se la regina è parsa piuttosto a disagio nei primi minuti. Le corone di fiori in memoria dei caduti sono state regolarmente deposte al monumento che ricorda la tragedia della guerra e il capo del governo Jan Peter Balkenende ha pronunciato il suo discorso.
In seguito all’incidente la polizia olandese ha deciso di riesaminare le procedure di sicurezza. Il sindaco di Amsterdam, Lodewijk Asscher, ha peraltro ammesso che quanto accaduto martedì sera non avrebbe potuto essere scongiurato neppure con perquisizioni o metal detector: la persona che ha provocato la ressa, in fondo, si è limitata a gridare, il resto lo ha fatto la fragilità psicologica di alcuni dei presenti.
Intanto è stato reso noto dalla polizia che una seconda persona che era stata arrestata è stata rilasciata. Si tratta di un uomo che, disorientato dal caos, aveva lasciato incustodita una valigia. Qualcuno, vedendola, ha temuto che potesse contenere una bomba e ha causato così ulteriore panico: diverse persone sono state violentemente spinte contro le transenne che contenevano la folla, rimanendo parzialmente schiacciate contro di esse.

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