Siamo ai primi dell'Ottocento, sul litorale di Terranova imperversa un gelido inverno. Imperversa anche qualcosa di peggio: un'epidemia di febbre che flagella giovani e anziani e riempie i camposanti. Bisogna continuamente scavare la terra ghiacciata, aggiungere altre croci. Il fatto che nella chiesa di Mockbeggar si stiano celebrando le nozze di una ragazza di quattordici anni con un giovane uomo, che è tra i più ricchi dell'isola, potrebbe sembrare un momento di speranza in tanta desolazione.
Ma lo sposo, Abe Strapp, è ubriaco marcio, e la ragazza, Anna Morels, è stata in pratica usata dal padre mercante alla stregua di un pegno commerciale. Peggio, questo matrimonio di convenienza non riuscirà nemmeno ad andare in porto. Dal fondo della chiesa compare la Vedova Caines, la principale concorrente in affari di Abe Strapp, che si porta dietro una servetta palesemente gravida. La Vedova dichiara, fasciata nei suoi inconsueti ed elegantissimi abiti da uomo, che ha tutte le prove che il bambino è di Strapp. Vuole che si assuma le sue responsabilità per aver violentato la ragazza.
Abbastanza, ovviamente, per far saltare il matrimonio e scatenare una guerra commerciale, e non solo, combattuta con ogni mezzo e senza regole. Tanto più che la Vedova e lo sposo, in realtà, sono fratelli e la loro sfida, feroce, dura sin dall'infanzia.
Sono questi gli ingredienti fondamentali di Gli avversari di Michael Crummey, romanzo appena pubblicato per i tipi di Rizzoli (pagg. 340, euro 20) e vincitore del Dublin Litterary Award 2025. Crummey è uno degli scrittori canadesi più apprezzati e, in questo caso, usa lo sfondo gelido e desolato di Terranova per mettere in scena un dramma crudele e sinuoso. L'epidemia, lo scontro tra questi due fratelli che non potrebbero essere più diversi, il clima, i naufragi, si intrecciano nella narrazione per mettere a nudo la natura umana. Le sue furie e le sue fragilità. La Vedova, dopo aver abbandonato la sua famiglia d'origine ha sposato il ricco Elias Caines. Un mercante quacchero di cui era diventata anche la principale consigliera economica, ereditando alla sua morte, un impero. E questo impero lo ha volto contro il fratello con lucida freddezza. Tutto in lei è calcolo e vendetta.
Il giovane Strapp, scelto come erede dal padre, non ha nessuna delle virtù del genitore. Alcolizzato e sadico si è sempre trascinato tra affari mal condotti e nefandezze grandi e piccole. È per dargli una raddrizzata che il padre gli ha imposto, nel testamento, il fatto di sposarsi per ereditare il tutto senza doverlo gestire sotto tutela. Ed è su questo che la Vedova ha puntato per colpire il figliuol prodigo troppe volte perdonato dal genitore.
Nel romanzo non ci sarà perdono ma solo devastazione prodotta da una sorta di Lady Macbeth del capitalismo di frontiera che affronta un debosciato Nerone delle flotte mercantili. Il tutto con uno sfondo storico ricostruito con certosino dettaglio e cesellata precisione.