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Influenza K, aumentano i casi in Italia, ma il picco è vicino. Ecco quando ci sarà

L’influenza K sta causando un aumento dei contagi in Italia e, oltre ai sintomi classici, provoca spesso disturbi gastrointestinali come nausea, vomito e diarrea. Il parere degli esperti su quando arriverà il picco

Influenza K, aumentano i casi in Italia, ma il picco è vicino. Ecco quando ci sarà
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La stagione influenzale è entrata nel vivo e la diffusione della variante K del virus influenzale A sta causando un deciso aumento dei contagi. Attualmente sono milioni le persone colpite e, oltre ai sintomi classici dell’influenza, si sta osservando un quadro clinico più complesso rispetto agli anni precedenti.

Non solo febbre: i nuovi sintomi

Accanto a febbre alta, tosse, dolori muscolari e mal di gola, molti pazienti presentano anche disturbi intestinali. Nausea, vomito e diarrea sono infatti sempre più frequenti, rendendo l’influenza K simile, in alcuni casi, a una gastroenterite. Una caratteristica che può rendere più difficile riconoscere subito la malattia, soprattutto nei bambini e negli anziani.

Il parere degli esperti

A segnalare questo andamento è l’infettivologo Matteo Bassetti, che parla di un coinvolgimento intestinale osservato in numerosi casi negli ospedali italiani. Nonostante i sintomi aggiuntivi, gli specialisti rassicurano, l’approccio terapeutico resta invariato. Riposo, corretta idratazione, farmaci per abbassare la febbre e alleviare i dolori e vaccinazione per le persone più fragili rimangono le principali indicazioni.

Attenzione agli altri virus in circolazione

I medici ricordano inoltre che nello stesso periodo stanno circolando anche altri virus, come norovirus e l'enterovirus, responsabili di sintomi gastrointestinali simili. Questo può rendere più complessa la distinzione tra le diverse infezioni senza una valutazione clinica accurata.

Quando è atteso il picco epidemico

Secondo il virologo Fabrizio Pregliasco, sebbene i casi legati alla variante K siano in aumento, la

gravità dell’influenza non appare superiore a quella delle stagioni precedenti. Il picco epidemico è previsto nelle prossime settimane, complice la ripresa delle attività scolastiche e la fine delle festività.

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