Si continuano a fare passi in avanti nella lotta contro il tumore al pancreas, una delle patologie più temute per la sua letalità. Secondo i dati più recenti riportati da AIOM e dalla Fondazione Veronesi sono stati circa 14.900 i decessi stimati nel 2022. Un numero che, fra l'altro, è in leggero ma costante aumento. Il tumore al pancreas rientra dunque nei "big killer" del nostro tempo, ma la ricerca va avanti.
Ecco dunque farsi strada un nuovo farmaco rivelatosi particolarmente utile per il trattamento dell'adenocarcinoma del pancreas metastatico. Si tratta di un PARP-inibitore, appartenente dunque ai quella famiglia di farmaci a bersaglio molecolare impiegati in oncologia per colpire selettivamente le cellule tumorali, sfruttando i loro difetti genetici. Il nome del medicinale è Olaparib e sarà utilizzato per il trattamento di mantenimento, ovvero la fase successiva alla chemioterapia. Al momento si parla di somministrazione ai pazienti affetti da adenocarcinoma metastatico del pancreas con mutazioni nella linea germinale di BRCA1/2. Il farmaco verrà prescritto in caso di non progressione della malattia dopo almeno 16 settimane di trattamento con platino e chemio.
Olaparib ha la funzione di bloccare l'enzima PARP, coinvolto nella riparazione dei danni al DNA delle cellule. Quando il farmaco inibisce la PARP, le rotture del DNA non vengono riparate correttamente. Mentre nelle cellule sane ci sono altre proteine in grado di provvedere alla riparazione, in molti tumori, dove certe proteine sono assenti, la cellula cancerosa non può più riparare il proprio DNA e muore.
L'Aifa aveva inizialmente espresso delle riserve su questo nuovo medicinale ma i dati della pratica clinica hanno infine portato all'approvazione. "Nei pazienti che hanno ricevuto olaparib in qualsiasi linea di trattamento, inclusa la terapia di mantenimento in assenza di progressione dopo chemioterapia, come nello studio POLO, è stato dimostrato il maggior vantaggio di sopravvivenza globale, con una riduzione del rischio di morte del 43%.
Questi dati confermano, nella pratica clinica quotidiana, il valore del farmaco già emerso nello studio registrativo", ha dichiarato il professor Michele Milella, come si legge nel comunicato della Fondazione Veronesi.L'Agenzia Italiana del Farmaco ha pertanto approvato la rimborsabilità di Olaparib, che entra a tutti gli effetti a far parte delle "armi