Federmeccanica in rosso: «Rinviare gli aumenti»

Per le imprese metalmeccaniche i primi sei mesi di quest’anno sono stati da dimenticare, con una produzione che si è ridotta mediamente del 31,9% rispetto ai primi sei mesi del 2008, un boom della cassa integrazione (+572%) e un calo del 3% degli occupati. E le prospettive immediate sono tutt’altro che rosee. In questa situazione, Federmeccanica si avvia a proporre - nell’incontro di domani coi sindacati sul nuovo contratto - un rinvio di un anno degli aumenti salariali.
In questi giorni, ricorda il vicepresidente di Federmeccanica, Luciano Miotto, le imprese stanno pagando l’ultima tranche del contratto precedente, e «cercheremo di far capire ai sindacati che i nostri sforzi per salvaguardare i posti di lavoro si traducono nella necessità di posticipare gli aumenti, soprattutto ora che l’inflazione gira intorno allo zero». Aggiunge il direttore generale Roberto Santarelli: «Chiediamo alle controparti di riconoscere che siamo in una crisi acuta, e che la ripartizione degli oneri deve tenerne conto».
Per l’incontro di domani sono state presentate due piattaforme: una di Cisl e Uil, una seconda della Cgil. Federmeccanica intende dialogare con tutti, ma Santarelli osserva che «non siamo nelle condizioni di sottoscrivere due contratti, nè rimanere fermi su una impasse non creata da noi». La Fiom-Cgil considera valida ancora per due anni la parte normativa del contratto, limitandosi alle richieste economiche. La piattaforma di Fim-Cisl e Uilm, invece, tiene conto delle nuove regole sulla contrattazione, definite nell’intesa con la Confindustria. Tuttavia, la moratoria degli aumenti salariali proposta da Federmeccanica non trova consensi neppure in Fim e Uilm. «Gli aumenti devono partire dal 1º gennaio 2010, non è possibile posticiparli», ribatte Giuseppe Farina, segretario della Fim. «No» anche dalla Ugl.
Sempre domani si terrà al ministero del Welfare l’incontro tra Maurizio Sacconi e le parti sociali per discutere di partecipazione dei lavoratori agli utili d’impresa. Secondo il leader della Uil, Luigi Angeletti, è una buona idea, e bisogna studiarne le modalità. Angeletti fa sua anche l’idea di Raffaele Bonanni di «tassazione zero» sugli aumenti salariali di secondo livello. Fra un paio di settimane, come ha detto Silvio Berlusconi a Milano, si aprirà un tavolo apposito. Ma la tassazione zero, ha già chiarito Sacconi, «resta un sogno».

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