Fenomeno smartwatch Così la tecnologia si fa sempre più bella

Da semplice sfizio a oggetti di design. E per conquistare mercato i segnatempo del futuro puntano anche sul fascino di un tempo

Marco Lombardo

«Bello! Ma a che serve?». Ecco, appunto: è la domanda che quasi tutti quelli che non ce l'hanno fanno a chi porta al polso uno Smartwatch. Perché in effetti, a differenza di altri campi tecnologici, la battaglia per digitalizzare la nostre ore è molto lontana dall'essere vinta. E il perché è molto semplice: l'orologio è l'unico gioiello che fa emozionare un uomo. E pensare di indossarne uno solo per sempre va contro ogni legge dell'edonismo.

Ecco insomma il motivo per cui le grande compagnie hitech hanno capito che non di soli chip vive - appunto - un uomo. Ed ecco perché rispetto i primi modelli usciti sul mercato, non è solo il display e quello che c'è dentro che fa la differenza. per esempio: il primo Samsung Gear, ovvero la scommessa dell'azienda coreana in questo campo, sembrava più un oggetto da film di 007 che un vero e proprio orologio. C'era pure una piccola fotocamera da spia, per intenderci. E se vedete qui accanto la fotografia della versione S2 Classic, potete notare la svolta: orologio del futuro sì, ma con il fascino rivolto al passato: funzioni moderne con uno stile classico. E non c'è nulla di male: un altro prodotto del mercato, l'LG Urban 2nd Edition, ha le sembianze classiche dei segnatempo di una volta. Ma come il Gear di cui sopra o altri competitor del mercato, ha anche tutto quello che serve per essere al passo coi tempi: le connessioni bluetooth e wifi, le funzioni per monitorare lo stato di salute, la possibilità di leggere messaggi e mail, la versione telefonica addirittura disgiunta dal telefono stesso, grazie a una sim che lo rende un vero e proprio comunicatore personale. Poi c'è Apple Watch e qui il discorso è stato subito spostato sul design e non solo sulle caratteristiche tecniche. D'altronde questo è il marchio di fabbrica di Cupertino, ed ecco arrivare nuove tonalità della cassa e cinturini declinati dal basico fluoroelastomero fino al lusso di Hermès, passando per quelli di nylon ultimi arrivati. Solo la forma non è mai cambiata, ma anche in questo caso è una scelta precisa.

E dunque, tornato alla domanda iniziale, è certo che per ora gli smartwatch restano uno sfizio e non certo un sostituto dell'orologio classico, quello che fa ancora sognare per precisione e particolari. Ma è altrettanto certo che il mercato di sta allargando e non solo perché si vuole essere tecnologicamente alla moda. È, sempre più, un fatto di bellezza e di soddisfazione personale. E se a questo serve averne uno, la risposta è servita.

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