«Fermare Dinho? No, pesa di più Pirlo»

Scusi Mazzola, lei che di derby ne ha disputati quaranta, quale preferisce ricordare e quale dimenticare?
«Ricordare? 24 febbraio 1963, indimenticabile: mio primo derby e dopo 13 secondi faccio gol al mitico Ghezzi, ex portiere interista che io consideravo un Dio, al punto che gli davo anche del lei. E lui mi disse: “Hai fatto gol perché hai sbagliato”. Il più brutto invece è stato l’ultimo, il 3 luglio 1977, finale di coppa Italia, col Milan vincitore 2-0. Me la presi con l’arbitro Gussoni e gli rifilai il dantesco «vuolsi così colà dove si puote».
Sente ancora suo il derby?
«Sì, per uno come me cresciuto alla scuola di Meazza e Lorenzi, resta la gara più importante dell’anno. E lo sento fin da quando giocavo quelli giovanili, con Meazza che alla vigilia convocò noi ragazzini in via Olmetto e ci disse: “Io ho una macchia nera nella mia carriera, ho giocato nel Milan”».
Differenze tra le stracittadine di ieri e quelle di oggi?
«Poche, anche se i giocatori lo vivono di meno perché non abitano in città e tanti di loro sono stranieri. Oggi è tutto un fatto di media. Ai miei tempi non si poteva circolare nella settimana del derby. Per capirci, ho il giornalaio e il tabaccaio sotto casa, entrambi milanisti, che da lunedì mi martellano».
Ma sono cambiati anche la città e i tifosi?
«Un po’ tutti, ma al momento del derby si ritorna quello che si è davvero e la passione viene fuori».
Un giocatore dell’Inter di oggi che avrebbe voluto avere accanto nella Grande Inter?
«Stravedo per i miei compagni di allora, non ne cambierei nessuno. Prima vengono loro, ma vedrei bene l’Ibrahimovic della passata stagione e anche Maicon, magari spostando Burgnich come centrale».
E Balotelli?
«Ha tutto per diventare il numero uno mondiale: inventiva, forza, tecnica. Deve migliorare caratterialmente e ci vuole pazienza. Mourinho fa il meglio con tanto tanto bastone e qualche carota. Resterà interista a vita, ed è un bene».
Un giocatore rossonero che domenica non vorrebbe vedere in campo?
«Pirlo, il miglior regista europeo. Tutto il gioco parte da lui, bisogna bloccarlo subito evitando che gli arrivino i palloni».
Il suo Helenio Herrera e ora Mourinho: chi il migliore?
«Mou mi ricorda HH: molto pallone negli allenamenti e un rapporto speciale coi media. Il portoghese sa come tenere la squadra tranquilla e lontana dalle polemiche, è sempre lui a metterci la faccia, proprio come Herrera».
Insomma, come finirà domenica?
«Se l’Inter fa l’Inter non c’è partita. Ronaldinho è forte, ma un singolo non può farti vincere. E dalla sua parte troverà un Maicon straripante, con Zanetti pronto a bloccarlo in fase difensiva».
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