Grande entusiasmo, ma anche critiche, per il nuovo regolamento della Regione che garantisce la sepoltura a embrioni e feti morti prima di nascere. Gioisce il Movimento per la vita di Milano. «Grazie a questa legge - commenta il presidente dell'associazione, Paolo Sorbi - il feto viene considerato una persona e questo è il frutto della militanza e della diffusione della cultura della vita in Lombardia». Il presidente della Regione, Roberto Formigoni, assicura che saranno risolte anche eventuali difficoltà economiche o organizzative che dovessero sorgere per gli ospedali, incaricati di avviare a sepoltura o a cremazione i feti abortiti, come accade già per gambe e braccia amputate. «Non sono i problemi amministrativi quelli che contano - osserva il governatore -. È stata una decisione unanime del consiglio e i problemi eventuali saranno risolti tra le Asl e la Regione». Grande soddisfazione nella maggioranza. «Ancora una volta, la Regione Lombardia si dimostra ultimo baluardo in difesa della vita e della famiglia» commenta lassessore leghista Davide Boni. E aggiunge: «È stato sancito che l'embrione è di fatto un essere umano, degno di ricevere una giusta sepoltura attraverso i riti funebri».
In piena sintonia il capogruppo azzurro, Giulio Boscagli: «La Regione e il Consiglio hanno avuto la possibilità di fare chiarezza su un tema di grande delicatezza per molti cittadini lombardi. La dicitura prodotto del concepimento riconosce infatti a quel rifiuto speciale una dignità che i nostri giuristi e legislatori non sono ancora stati in grado di dare chiaramente a livello nazionale». (...)Feti, la nuova normativa fa discutere
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