Fiaccolata e petizione contro gli zingari I cittadini: «È una convivenza impossibile»

La gente è davvero stufa e adesso si mobilita. Primo: con una petizione. Secondo: con una manifestazione di piazza per urlare il proprio no ai nomadi presenti a Desio. Ad organizzare le due iniziative sono i cittadini che, da qualche mese, sfogano su facebook la propria voglia di cacciare i rom. Scrivono una lunga raccolta di episodi malavitosi che li hanno visti autori protagonisti. Da record i numeri raggiunti in pochissimo tempo dal gruppo «Fuori gli zingari da Desio»: finora, ben 1.354 iscritti, e 133 commenti. Sono destinati a crescere, visto che proprio i nomadi potrebbero essere anche gli autori della rapina notturna la settimana scorsa, in una villa al quartiere San Giorgio. Vittime, una coppia di anziani pensionati terrorizzati da tre criminali: da come parlavano slavi o rumeni.
Concorda su tutti i fronti anche Giampiero Mariani, il sindaco dall’aprile 2005 alla guida di una maggioranza di centro destra. «Vogliono fare una manifestazione pubblica contro i rom a Desio? - assicura - Ben venga, hanno tutto il mio appoggio. Sarò in prima fila, con il gonfalone del Comune». Il primo cittadino è rimasto «scottato» dai tentativi fatti di recente per favorire l'integrazione: «Ci abbiamo provato con convinzione, ma non ha funzionato - dice -: abbiamo tenuto qui delle carovane, per permettere ai figli di frequentare le nostre scuole, e poi due di quei ragazzini i militari dell’Arma li hanno sorpresi a rubare in un’abitazione. In ogni caso, in questo periodo, non dovremmo avere consistenti presenze sul territorio. Con le sbarre e i solchi nei campi, gli sgomberi, nel 2008 sono stati 228, siamo riusciti a tenerli a bada».
«Non siamo un gruppo razzista - spiega Diego, autore dell'iniziativa. Vogliamo solo passare notti tranquille nella nostre abitazioni». «In una quindicina di mesi – spiega Antonia, 65 anni, - mi sono entrati in casa due volte. Vivo sola e quando li ho trovati accanto al letto nel bel mezzo della notte sono rimasta sconvolta».

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