Fiamme Gialle nella redazione di Minzolini: se "sposti" la Ferrario arriva anche la Gdf

I finanzieri hanno perquisito la redazione del Tg1. La Ferrario ha fatto causa per il mancato reintegramento alla conduzione. Ma un direttore non può decidere chi mandare in video? La replica di Minzolini: "Rispetto i magistrati, ma la perquisizione, se non è un'intimidazione, è un'esagerazione"

Fiamme Gialle nella redazione di Minzolini: 
se "sposti" la Ferrario arriva anche la Gdf

Roma - Deve essera stata una scena insolita quella di stamattina negli studi di viale Mazzini. L'ultimo atto della "guerra" a Minzolini, dopo le bordate e gli sberleffi di Garimberti e della stampa di sinistra, è l'irruzione della Fiamme Gialle. La colpa del direttore del telegiornale della prima rete? Aver deciso di spostare Tiziana Ferrario dalla conduzione del Tg.

La giornalista, infatti, ha denunciato l'azienda per il mancato reintegro davanti alle telecamere. Augusto Minzolini, giornalista ormai avvezzo alle critiche, all'inizio non si è scomposto e si è trincerato dietro a un no comment. Poi, incalzato dai giornalisti, si è detto tranquillo "perché la questione riguarda l'azienda e non lui". E alla fine ha anche detto la sua sull'affaire Ferrario: "Rispetto al clamore è una boiata pazzesca". Ma nel frattempo le Fiamme gialle hanno acquisito la documentazione perché, come precisa il legale dell'ex mezzobusto Rai, "non c'è stato il reintegro e quindi siamo stati costretti a rivolgerci al giudice penale". Ma un direttore non può decidere liberamente chi mandare in video? Alla Rai evidentemente no.

In serata Minzolini, in un video editoriale, replica: "Rispetto i magistrati, ma a volte non posso non rimanere perplesso di fronte ai loro comportamenti. Mandare la guardia di finanza negli studi del Tg1 se non è un’intimidazione, è sicuramente un’esagerazione che finisce per avere un’amplificazione mediatica". Del resto, sottolinea il giornalista, "se mi avessero chiesto i documenti" che cercavano "li avrei portati io volentieri in Procura". Da qui il parallelo con l’inchiesta di Napoli e la vicenda delle escort del premier. Per Minzolini, "l’amplificazione mediatica e il protagonismo dei magistrati sono il problema della giustizia", mentre l’inchiesta su Tarantini ha avuto come "unico risultato" quello di "infangare l’immagine del premier di questo Paese". Ma allora, si chiede il direttore, perché tanta accuratezza nel diffondere le intercettazioni del premier, quando ci sono "voluti 20 anni per risolvere il giallo dell’Olgiata solo perchè un’intercettazione è stata dimenticata"?

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