Fiat cresce in Europa, titolo a 19,48

Le tendenze: in Germania (-6,6% a marzo) pesa l’aumento Iva, corrono i Paesi dell’Est (+13,8%) con un balzo di oltre il 29% in Polonia

da Milano

Titolo Fiat sempre più vicino ai 20 euro (ieri ha chiuso a 19,48, in crescita del 2,1%) dopo i dati delle immatricolazioni auto in Europa, dove il gruppo torinese a marzo ha raggiunto quota 7,7% contro il 7,1% del marzo 2006. Nei primi tre mesi Fiat è salita all’8,6%, contro l’8% dello stesso periodo dello stesso anno. Complessivamente il numero di auto Fiat vendute è cresciuto del 6,2% in un mercato in flessione dello 0,3% rispetto allo stesso mese dello scorso anno. In Europa, comunque, nel solo mese di marzo sono state immatricolate oltre 1,8 milioni di vetture. A febbraio la frenata europea era stata ancora più pesante: meno 2,5%. In netta controtendenza le vendite in Italia, che lo scorso mese sono cresciute del 2,4%. Lo sviluppo del mercato italiano (che è il più importante per il gruppo torinese) spiega il balzo avanti della Fiat, ma va rilevato che le vendite del Lingotto sono anche salite del 4,5% in Germania, del 2,8% in Gran Bretagna, del 4,6% in Francia e ben del 17,2% in Spagna.
Tra i cinque grandi mercati europei, due (Italia e Gran Bretagna) hanno registrato progressi, tre (Spagna, Francia e Germania) un calo. In particolare sull’andamento delle vendite tedesche ha pesato l’aumento di tre punti dell’Iva a partire dal primo gennaio, fa notare il Centro studi Promotor. Risultato: una frenata del 10% delle immatricolazioni nel trimestre e del 6,6% nel solo mese di marzo. Fiat si è confermata al quinto posto in Europa davanti alla Renault, grazie soprattutto a Punto e Panda, mentre Bravo sta cominciando a far sentire il suo effetto. I nuovi Paesi dell’Est aderenti all’Unione europea hanno intanto continuato la loro tendenza alla crescita delle vendite (+13,8%), con un vero e proprio boom della Polonia che ha segnato un balzo del 29,3% a marzo, l’aumento maggiore da quando è entrata nell’Ue. In controtendenza solo Ungheria (-13%) e Slovacchia (-7%). Quanto all’Italia, si sono fatti sentire gli incentivi alla rottamazione, ma finora ci sono stati problemi logistici che ne hanno frenato l’effetto: da aprile il portafoglio ordini accumulato dovrebbe tradursi in un aumento delle immatricolazioni, fa notare Promotor. E anche in Germania, sostiene il Centro studi, l’effetto-Iva dovrebbe via via ridursi, riportando nella seconda metà dell’anno le vendite vicine ai livelli del 2006. Tornando al Lingotto, il marchio Fiat ha venduto il 6,2% in più a marzo (oltre 100mila vetture), Lancia è salita del 7,1% con 14mila immatricolazioni, mentre l’Alfa ha superato quota 16mila, in crescita del 6,1%. In giornata Dresdner Kleinwort ha confermato il rating buy sul titolo Fiat con un target price di 21 euro, mentre Ubs ha alzato il target price da 20 a 24 euro. La banca d’affari svizzera ha detto di attendersi un aumento dei volumi di vendita e degli utili dagli ordinativi europei della Bravo e della Fiat 500 in procinto di essere lanciata sul mercato. Ubs ha aggiunto tuttavia che «Fiat ha davanti a sé ancora alcuni rischi in particolare se si guarda oltre il 2008 anche se per il momento si tratta di una storia positiva». Confermato il buy.

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