«Finiamola di far la morale ai politici»

Senatore La Torre, Berlusconi di nuovo bersagliato dai fotografi al suo arrivo a Villa Certosa, ma anche De Benedetti ripreso in vacanza. Si fa a pezzi la privacy, lei che cosa ne pensa?
«Penso che non sia un buon segnale quando nei giornali, qualsiasi giornale, indipendentemente dalla posizione politica che rispecchia o vuole rispecchiare, cominciano ad esserci più fotografie che articoli, più didascalie che commenti o editoriali. Le fotografie, almeno certe fotografie non sono una buona lettura».
Berlusconi dice: adesso basta, affrontiamo e risolviamo il tema della privacy.
«Indubbiamente è un tema che va approfondito e dibattuto anche nelle sedi opportune, ma mi perdoni, avventurarsi in questo approfondimento nella settimana di Ferragosto mi sembra un esercizio ostico e un po’ acrobatico per il lettore e anche per noi politici...».
Ma i politici sono oramai diventati le vittime privilegiate del gossip...
«Ecco io sono convinto che la condotta morale di un politico o di un personaggio pubblico sia strettamente connessa alla sua figura e al suo ruolo istituzionale e non sia certamente da ignorare. Ma l’uso politico della condotta morale di un personaggio pubblico, a maggior ragione se riveste incarichi istituzionali porterà ad una sempre maggiore regressione e ad una sempre minore informazione. Non mi pare che possano essere dubbi in proposito. Questa è una posizione che io ho da sempre al riguardo. E non credo che alcuna persona di buon senso possa pensarla diversamente».
Come dire, si rischia di trasformare tutto in un giornalismo spazzatura...
«In linea di principio io credo che ciascuno fa un giornale a seconda delle sue valutazioni, delle sue scelte e delle sue idee. Dicendo questo intendo dire che se ci mettessimo adesso a pontificare su certe scelte che il direttore di un determinato giornale ha fatto o farà, questo tipo di giudizio rischierebbe di portarci ad oltrepassare il confine importante della libertà d’informazione. Ma è anche vero che di determinate scelte e di determinate valutazioni ciascuno è chiamato a renderne conto»:
Converrà che fare notizia superando i limiti della decenza non è una grande scelta...
«Certamente fare notizia superando i limiti della decenza non è una buona notizia per i giornali italiani come non è affatto giusto, per ribadire ciò che dicevo poc’anzi, attaccare un politico mettendo alla berlina la sua condotta morale o scavando nella sfera della sua privacy. Questo concetto vorrei fosse chiaro: l’uso strumentale e politico della morale di un personaggio politico per sollevare una polemica politica può portare solo ad uno scadimento del confronto e del dibattito fra i partiti ma soprattutto alla rovina della stessa informazione».
Quanto all’opportunità di fare determinate scelte giornalistiche lei senatore che cosa pensa?
«L’opportunità così come la decenza, di cui parlavamo prima, rappresentano prima di tutto il modo di interpretare il giornalismo, almeno un certo giornalismo. E anche su questo tema ci dovrebbe essere un ampio dibattito.

Ma, attenzione: opportunità e decenza debbono, o almeno dovrebbero, anche segnare i confini nell’ambito dei quali chi scrive, chi fa i giornali, si muove. Un punto di riferimento imprescindibile, in altre parole, per chi è chiamato a interpretare il proprio ruolo pur nell’esercizio della libertà d’informazione».

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