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Fondazione Roma per la società civile

La Fondazione Roma ha chiuso il bilancio 2009 con un risultato positivo di 97,8 milioni, che ha generato nuove risorse da destinare alle Attività istituzionali per 63,6 milioni e determinato un incremento del Patrimonio netto per 34,2 milioni, che si traduce in un rendimento del 7% rispetto al 5,2% del sistema.
Altrettanto significativo è stato il rendimento della gestione finanziaria che ha fatto segnare un risultato del 17,8% per effetto dell’ottima gestione del portafoglio caratterizzata dall’ampia diversificazione del rischio d’investimento che la Fondazione ha sempre perseguito e, soprattutto, della politica di dismissione dell’impegno nel sistema bancario, settore questo che negli ultimi anni non ha prodotto risultati in termini di dividendi e ha comportato, a volte, consistenti svalutazioni patrimoniali.
La non appartenenza più al sistema bancario e la piena riconduzione della Fondazione Roma tra quelle di diritto civile ha spinto la Fondazione Roma a uscire recentemente anche dall’Acri, che riunisce le Fondazioni bancarie, per caratterizzare ancora di più la vocazione dell’Istituto alla solidarietà e alla sussidiarietà e distinguersi da chi svolge ruoli preminentemente nel sistema bancario.
Negli ultimi anni, infatti, la Fondazione Roma ha dato vita a interventi complessi e di lungo periodo nei settori della Sanità, dell’Istruzione, della Ricerca scientifica, dell’Arte, della Cultura e del Volontariato, caratterizzandosi sempre più come soggetto fortemente attivo ed anticipatore, capace di individuare i bisogni emergenti della società civile e di porre in essere autonomamente, o in partnership con altri enti, iniziative finalizzate a dare risposte concrete ed efficaci.
Ne sono testimonianza, nel campo della Sanità, l’Hospice realizzato per i malati terminali e quelli affetti da Alzheimer e Sclerosi laterale amiotrofica (Sla), così come l’attività di sostegno alle strutture ospedaliere pubbliche o private non profit operanti sul proprio territorio di riferimento con lo scopo di migliorare il livello qualitativo delle prestazioni erogate ai cittadini. Per quanto riguarda la ricerca scientifica in campo biomedico, la Fondazione è impegnata, utilizzando il sistema della peer review, nelle aree della terapia cellulare e della medicina rigenerativa, del diabete mellito di tipo 2, del drug design nella terapia delle malattie, e in studi sulle cellule staminali e in campo oftalmologico.
Nel settore dell’istruzione, dopo aver sostenuto l’ammodernamento tecnologico funzionale al miglioramento dell’offerta formativa delle scuole medie superiori e inferiori statali presenti sul proprio territorio, si appresta a completare il progetto includendo anche le scuole elementari. Inoltre, la Fondazione Roma sostiene master e corsi di specializzazione di avanguardia in collaborazione con alcuni dei principali atenei romani.
Non viene dimenticato, naturalmente, il sostegno a iniziative volte ad avviare al lavoro i giovani e coloro che si trovano in uno stato di disagio, per le quali la Fondazione opera attraverso la Fondazione Roma-Terzo Settore e lo Sportello della Solidarietà.
Nel campo dell’arte e della cultura, altre iniziative di grande valenza, tra cui il Museo della Fondazione Roma, uno spazio espositivo che, a poco più di dieci anni dalla sua creazione, si connota come una delle realtà più significative nel vasto e qualificato circuito museale capitolino, in quello nazionale e internazionale, nonché il sostegno all’Orchestra Sinfonica di Roma e all’Associazione Resonnance Italia, organizzazione questa che porta la musica ove normalmente non arriva, tenendo concerti per pianoforte nei luoghi della sofferenza e dell’emarginazione, come ospedali, centri per anziani e carceri.
Infine, la Fondazione Roma-Mediterraneo per lo sviluppo economico, culturale e sociale delle aree del bacino del Mediterraneo, che ha dato vita aduna conferenza internazionale di grande importanza, da titolo: «Mediterraneo, Porta d’Oriente».
La Fondazione Roma, quindi, vive oggi una «piena cittadinanza» all'interno della dimensione della «socialità», costituzionalmente riconosciuta e tutelata attraverso il principio di sussidiarietà, partecipazione concreta e propositiva.


Ascolto, dialogo, impegno sono i suoi tratti distintivi, che si traducono in iniziative ed interventi a favore del benessere della collettività, esempi di best practice concepiti nella prospettiva della costruzione della nuova welfare society.

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