Virus, Conte ammette: "Falla nella prevenzione". Fontana: "Nessun errore"

In Italia effettuati 4mila tamponi contro i 400 francesi. Il governatore lombardo: "Non pensavamo che la diffusione del contagio avesse questa aggressività"

Virus, Conte ammette: "Falla nella prevenzione". Fontana: "Nessun errore"

Il Presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, si è difeso dalle critiche che sono cominciate ad emergere sulla gestione e sulla prevenzione della diffusione del Coronavirus nella zona della provincia di Lodi. Durante il suo intervento a RadioAnch’io, su Radio1, ha sottolineato che “dal momento in cui è emersa la situazione non è stato fatto nessun errore, si è intervenuti con determinazione e con capacità”.

Fontana ammette che una tale diffusione era impensabile

Certo, un contagio così rapido, che in soli tre giorni è arrivato a quasi 170 casi positivi, ha spiazzato un po' tutti. Fontana in proposito ha rivelato: “Se devo essere sincero nessuno pensava che la diffusione fosse così aggressiva. Non la malattia, la diffusione. La malattia non va presa sottogamba, ma assolutamente non è grave. Non pensavamo che la diffusione del contagio avesse questa aggressività”. Non si riesce neanche a capire perché il coronavirus abbia colpito proprio quell’area. E manca ancora il paziente zero.

Fontana si è detto in disaccordo con la decisione del Presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, di mettere in quarantena tutti i cittadini che rientrano in Basilicata dopo essere stati in Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e Liguria. O che vi abbiano soggiornato negli ultimi 14 giorni. Questa idea, per il presidente della Lombardia, vuol dire bloccare il paese. Un conto è parlare di chi rientra dalla zona rossa, un altro è estendere la normativa a tutto il territorio. L’Italia è al momento il terzo Paese al mondo per numero di contagiati.

Una falla iniziale?

Come riportato da La Stampa, Giuseppe Conte ha ammesso: “Può darsi che nei giorni iniziali ci sia stata qualche falla, ma abbiamo impiegato risorse umane e finanziarie incredibili”. Un velata critica alla Sanità lombarda, considerata ai massimi livelli? Forse in riferimento al famoso paziente zero che per il momento non è stato individuato. Nella giornata di ieri, domenica 23 febbraio, tra pomeriggio e sera il Premier è rimbalzato da una trasmissione all’altra per spiegare la situazione. In Italia vi sarebbero più casi che in altre Nazioni perché siamo stati gli unici a fare i test usando i tamponi. E naturalmente, più controlli si fanno, maggiore è la possibilità di scoprire nuovi casi.

Secondo quanto comunicato dal governo, in Francia sarebbero stati fatti all’incirca 400 tamponi, contro i 4mila effettuati da noi. Per dare un'idea, in Veneto, all’ospedale di Schiavonia, uno dei focolai, ne sono stati fatti mille. Da quanto comunicato dalla prefettura di Padova, tutti sarebbero risultati negativi. Negli altri Paesi quindi ci potrebbero essere molti più casi di contagio non ancora scoperti, almeno secondo la tesi di Conte. Se questa ipotesi fosse vera, allora il paziente zero italiano potrebbe essere stato contagiato in Francia, in Germania, o in un qualsiasi altro Paese.