Il forum dell’Unesco a Monza Riflettori sull’industria culturale

Monza capitale mondiale della cultura. Non è campanilismo brianzolo, ma un dato di fatto: da oggi e fino a sabato, la Villa Reale ospiterà la prima edizione del Forum mondiale dell'Unesco sulla cultura e sulle industrie culturali. Tema impegnativo («Creatività, innovazione ed eccellenza: dall'artigianato, alle industrie del design e della moda»), parterre delle grandi occasioni (il ministro per i Beni Culturali Sandro Bondi, il ministro degli Esteri Franco Frattini, il presidente della Regione Roberto Formigoni che, con Massimo Zanello, assessore regionale alla Cultura, ha fortemente voluto il convegno) e 170 delegati da tutto il mondo, tra cui Koïchiro Matsuura, direttore generale dell'Unesco. Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria, il direttore dei Musei Vaticani Antonio Paolucci e professori come Severino Salvemini sono alcuni degli ospiti del summit. «Come a Davos i maggiori economisti dibattono sullo sviluppo economico, così a Monza ci si confronterà sul valore della cultura per il progresso sociale, economico e intellettuale mondiale. La cultura sostenga l'impresa e l'impresa aiuti la cultura. Il forum vuole cercare questa linfa vitale, partendo da un territorio culturale e produttivo che ha radici antiche», commenta Zanello.
Viene allora da chiedersi se la Brianza - in un Paese come il nostro che ancora non ha fatto della cultura il volàno per lo sviluppo: i dati sulla flessione del turismo culturale sono desolanti - non costituisca una felice eccezione. «Qualcosa si sta muovendo», ci conferma Pier Luigi Sacco, docente di Economia della Cultura alla Iuav di Venezia e autore per la casa editrice Johan&Levi di saggi sull'argomento. Chiamato dal presidente della provincia di Monza Dario Allevi, sta studiando come realizzare sul territorio «distretti culturali evoluti», ossia «spazi aperti alla cittadinanza dove offrire attività culturali e di formazione». Il tutto, in collaborazione con le aziende della zona, le prime a capire che il rapporto tra industria e cultura non può passare solo attraverso un «piatto» mecenatismo. Un recente convegno all'Arengario ha dimostrato infatti che in Brianza cultura e impresa sanno intendersi a dovere, come dimostrano gli illustri esempi del colosso farmaceutico monzese Rottapharm/Madaus che da anni investe su innovativi percorsi didattici per famiglie nei musei (come al Poldi Pezzoli di Milano) e della Gaiani Impresa Costruzioni, che si è adoperata per il restauro del Duomo di Monza.

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