La fiamma olimpica è ancora accesa. E non solo perché siamo in attesa delle Paraolimpiadi, dal 5 al 15 marzo, ma anche perché due mostre fotografiche ci restituiscono gli aspetti migliori dello spirito olimpico: la solidarietà, il rispetto, il coraggio e l'impegno organizzativo. In via Adige 11 (Lodi-porta Romana) fino al primo marzo si può ammirare "Artificial Snow", a cura di Marco Nereo Rotelli con Sabrina Losso e Maurizio Gregorini, mostra-progetto nello studio Prisma che dal 6 al 15 sarà all'Hotel de la Poste a Cortina. Le fotografie della Losso raccontano gli atleti paraolimpici con un ritratto veritiero quanto poetico. "Li ho immortalati uno per uno, sono gli Argonauti, eroi moderni" ci dice la fotografa. Praticare uno sport agonistico con una disabilità significa superare se stessi: "Per questo ho usato la tecnica del collodio umido su vetro, detta anche ambrotipia, inventata ne 1851: si ottiene un solo negativo. L'intero processo di sviluppo avviene in pochi minuti. Sono andata dagli atleti e ho allestito la camera oscura in albergo". Bando alle foto digitali, le mille possibilità e rielaborazioni al computer: "È stata una mia ri-cercata difficoltà: gli atleti fanno fatica, ho cercato di pormi al loro pari". Oltre alle foto in mostra anche l'ologramma umanoide, realizzato con Luca Andrea Marazzini, creativo digitale, e Antonio Alfano, designer, che danza sulla neve. Sciando, diventa simbolo di autonomia e rimanda agli interventi robotici che supportano molti atleti paralimpici. Presenti due opere pittoriche di Rotelli con i versi scritti da Maurizio Gregorini. In foto Gianluigi Rosa, atleta di Para Ice Hockey immortalato da Sabrina Losso. A 17 anni, Rosa ha perso una gamba in un incidente e ha iniziato a praticare l'hockey su ghiaccio, diventando capitano della nazionale. Ha partecipato ai Paralimpici di Torino 2006, ha conquistato il quinto posto ai Paralimpici di Pechino 2022. Tra le sfide della sua carriera un'accusa di doping che lo ha portato a un periodo di squalifica.
Alle Gallerie d'Italia, invece, fino al 3 maggio, è in corso la mostra "La strada per Cortina. VII Giochi Invernali 1956", a cura di Aldo Grasso. Publifoto, agenzia fotografica fondata nel 1937 seguì i Giochi invernali del 1956, producendo oltre 100 servizi e 1400 fotografie.