Fumata grigia su Ecopass La Moratti: «Nel 2011 pronti ad altre soluzioni»

Otto ore e un quarto chiusi in conclave e la decisione più attesa è un’altra volta rinviata al prossimo tavolo. Cortocircuito tra Lega e Pdl su Ecopass agli Stati generali della maggioranza che il sindaco ha riunito ieri dalle dieci del mattino alle 18 passate al Museo della Scienza e della tecnologia. É sempre il ticket a far bollire gli animi, e forse sarà più facile da sciogliere il nodo a fine mandato. Quando, ha anticipato Letizia Moratti, «rimetteremo in discussione Ecopass, era scritto nel programma con cui ci siamo presentati e quindi abbiamo il dovere di portarlo avanti fino al 2011 o tradiremmo chi ci ha votato. Ma nel prossimo patto elettorale siamo tutti aperti e disponibili a valutare altre soluzioni». Considerazione che fa tirare un sospiro di sollievo ai partiti di maggioranza, che già non sono riusciti ieri a mettersi d’accordo sull’ipotesi di eliminare le deroghe ai diesel Euro 4 ed Euro 5 senza filtro anti-particolato. Prevedendo le scintille, il tema è stato l’ultimo all’ordine del giorno, forse si sperava di sfruttare la stanchezza di assessori e consiglieri. Tocca al vicesindaco e assessore alla Mobilità Riccardo De Corato aprire la discussione e quando la replica passa ai consiglieri comunali, il capogruppo del Carroccio Matteo Salvini puntualizza che «il test per noi è finito, non funziona e bisogna eliminarlo. Meglio chiudere il centro alle auto o ragionare sulla sosta a pagamento, anche domani, ma siamo contrari a far pagare un euro in più a chi viene a Milano per lavorare». Contrari «a ogni estensione». Salvini vuol dire anche le deroghe (anche se il sindaco più tardi osserva che «sicuramente parlava di allargamento dell’area, perché sulle deroghe era presente a dicembre a un vertice Pdl-Lega a casa mia dove avevamo già concordato su quel punto»). Si scalda il Pdl, «sono finiti i tempi della Lega di lotta e di governo». Le decisioni impopolari, attacca il capogruppo Giulio Gallera, «d’ora in poi si prendono tutti insieme, o non si prendono». Dunque: due le ipotesi che restano sul tavolo mentre Salvini (che è anche europarlamentare) lascia il conclave a polverone scoppiato per volare a Bruxelles. L’unico assessore leghista, Massimiliano Orsatti, tirato in mezzo dai colleghi sbatte la porta (salvo rientrare dopo qualche minuto). La Lega «ha una sola voce, sono altri ad avere troppe voci» assicura. Gli ex di An e Fi sono divisi tra le varie soluzioni sul tavolo. De Corato insiste sulla necessità di levare subito le deroghe, prima che il Tar si esprima nel merito l’8 giugno su un ricorso delle mamme anti-smog. Il Pdl non ci sta. Tutto rinviato a un tavolo che si terrà tra venerdì e lunedì con sindaco, vertici regionali e provinciali di Lega, Pdl e Udc, capigruppo e capidelegazione. La Moratti assicura che non ci saranno altri rinvii. Due le ipotesi: «Far pagare gli Euro4 ed Euro5 subito o stabilire che la deroga verrà sospesa, come si è fatto nei mesi scorsi, dopo 20 giorni consecutivi con il Pm10 oltre i limiti». La terza via: toglierle solo dalla metà di ottobre, con i riscaldamenti accesi. Gallera insiste: «Non consentiremo a nessuno di fare campagna su questa decisione. Tutti nella maggioranza devono assumersi la responsabilità di questa scelta, o anche noi non daremo il via libera. Poi, se vorrà, il sindaco deciderà autonomamente». E assicura: «Il test del ticket finisce con questo mandato, nel decidere le proposte per la prossima campagna elettorale, su ambiente e mobilità si riparte da zero, decideremo se trasformarlo in misure permanente o eliminarlo».

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