FUORI DALLA NOTIZIA - Giappone, la legge del menga vale anche per il manga

Le notizie non muoiono sulla carta, né nell'etere, né in Rete. Sopravvivono altrove. Dove, non si sa. Proviamo a immaginarlo.

Le notizie non muoiono sulla carta, né nell'etere, né in Rete. Sopravvivono altrove. Dove, non si sa. Proviamo a immaginarlo.

LA NOTIZIA. I fumettisti giapponesi dicono no alla stretta sulle rappresentazioni a sfondo sessuale nei manga e nei film d'animazione, che l'amministrazione metropolitana di Tokyo vuole approvare mediante la restrizione delle vendite ai minori.
A guidare la particolare «crociata d'autore» è stato il fumettista Tetsuya Chiba, noto autore della serie «Ashita no Joe» («Joe di domani») il quale, recatosi insieme a un gruppo di colleghi di fronte alla sede del governo cittadino, ha espresso la propria opposizione in merito al provvedimento in discussione. «Ho già visto episodi in cui la nostra cultura ha perso forza espressiva a causa di eccessive regolamentazioni - ha detto Chiba -. Vogliamo che siano i nostri lettori a decidere». «La proposta allo studio riguarda la libertà di espressione - ha spiegato l'animatrice Machiko Satonaka -. Sono esterrefatta che l'amministrazione intenda regolare il contenuto dei fumetti e dei loro personaggi, nonostante nessuno di essi sia realmente vittima di violenze».
Il riferimento è all'annosa discussione sull'ammissibilità dei contenuti espliciti a sfondo sessuale nei fumetti e nelle opere d'animazione del Sol Levante, che spesso presentano figure stereotipate femminili vittime di soprusi e presumibilmente in tenera età, con tanto di divisa scolastica. La proposta del governo di Tokyo, che venerdì passerà ai voti dell'assemblea, punta a limitare o bandire la vendita ai minori di opere in cui compaiano i cosiddetti «minori inesistenti» (cioè che vivono solo nei fumetti), oltre a delineare i lavori più spinti come «materiale pericoloso». (fonte: Ansa, 16 marzo 2010)

FUORI DALLA NOTIZIA. L'amministrazione metropolitana di Tokyo avrebbe deciso di vietare la vendita ai minori, oltre che di alcuni fumetti contenenti riferimenti sessuali più o meno espliciti, dei cosiddetti «haiku-post», l'ultimo grido della moda del Sol Levante. Gli «haiku-post» sono semplici figurine adesive che riportano il testo di brevissimi componimenti poetici su sfondi di vari colori. I teenager nipponici se li scambiano e li collezionano, alimentando un mercato sotterraneo di «feticci letterari».
I testi di questi «haiku-post» nasconderebbero messaggi subliminali ritenuti pericolosi per gli under 18. Eccone alcuni esempi: «ore to shite/ nirami kurasuru/ kawazu kana» («La rana gioca con me a guardarmi fisso»); «chichi wo tarite/ hahaushi no ayumu/ fuyu hi kana» («La mucca cammina gocciolando latte. Giorno d'inverno»); «kataashi wo/ kakeru iwa ari/ soko izumi» («Dove ho appoggiato un piede, c'è una roccia da cui scorga una fonte»).

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