Fuori dalla notizia Una nobile richiesta che meriterebbe un film

Le notizie non muoiono sulla carta, né nell'etere, né in Rete. Sopravvivono altrove. Dove, non si sa. Proviamo a immaginarlo

Le notizie non muoiono sulla carta, né nell'etere, né in Rete. Sopravvivono altrove. Dove, non si sa. Proviamo a immaginarlo.

LA NOTIZIA. Castel del Monte è in stato di «estremo degrado» e la principessa Yasmin Aprile Von Hohenstaufen, che si proclama discendente diretta di Federico II di Svevia Hohenstaufen, ne chiede in un telegramma la restituzione. Ma la chiede a due padroni «sbagliati»: Comune di Andria e Regione Puglia. Mentre il maniero patrimonio Unesco è di proprietà del demanio.
Il castello federiciano e le sue pertinenze, infatti, furono acquistate dallo Stato italiano nel 1876 al costo di 25mila lire dal Duca Carafa di Andria. Attualmente la gestione di Castel del Monte è della Soprintendenza ai beni archeologici e attività culturali di Bari.

Nel telegramma inviato al procuratore della Repubblica di Andria (ma la sede della procura è nel vicino comune di Trani) e al sindaco di Andria la nobildonna rivendica il castello quale «patrimonio dinastico reliquario monastico di valenza graalica della santa progenie sicena sveva su cui non vige usucapione». La principessa annuncia che il maniero, «decaduto per l'incuria a simbolo di stupore dell'ignominia», sarà destinato a «onfalos della sapienza, scienza, centro della pace e dialogo tra i popoli nonché polo di eccellenza ricerca energie alternative e contro il cancro». (fonte: Ansa, 6 settembre 2009).

FUORI DALLA NOTIZIA. La contessa Serbelloni Mazzanti Viendalmare non ci sta, e rivendica i propri diritti su tutto il materiale di scena impiegato durante la lavorazione dei seguenti film: Fantozzi (1975); Il secondo tragico «Fantozzi» (1976); «Fantozzi contro tutti» (1980); «Fantozzi subisce ancora» (1983); «Superfantozzi» (1986); «Fantozzi va in pensione» (1988); «Fantozzi alla riscossa» (1990); «Fantozzi in paradiso» (1993); «Fantozzi - Il ritorno» (1996); «Fantozzi 2000 - La clonazione» (1999).

«In quelle pellicole - si legge nella lettera inviata ai produttori delle opere suddette - si è a più riprese citato il mio nome e la mia casata in maniera e con finalità chiaramente lesive della mia onorabilità e del mio rango. Per questo chiedo, nel mio pieno diritto e a parziale indennizzo, la consegna, nei modi e nei tempi che l'autorità giudiziaria stabilirà, dei costumi, degli arredi e di tutto il materiale affine utilizzato per la fattura dei film in questione».