Galleria, il restauro dei mosaici slitta a gennaio

Avanti piano con il restauro della Galleria. I lavori per ricucire gli «strappi» tra i mosaici e riportare la pavimentazione alla sua bellezza originaria si faranno, ma a partire da gennaio o al più tardi febbraio 2011. Il sindaco non taglierà il nastro del restyling consegnato ai cittadini prima della fine del mandato, ma casomai poserà virtualmente la prima pietra di un intervento atteso da anni e continuamente rimandato per la mancanza di uno sponsor che coprisse la spesa. Il Comune alla fine ha deciso di fare da sè, nelle prossime settimane partirà la gara per scegliere l’impresa che si occuperà del restauro da 1,8-2 milioni di euro. Se prima dell’avvio del cantiere qualche privato si farà avanti, si troverà il tempo e modo per accettare il contributo. Ma ieri il coordinamento degli assessori incaricati di gestire l’affaire Galleria - Gianni Verga, Bruno Simini, Maurizio Cadeo e Giovanni Terzi insieme al direttore generale del Comune Giuseppe Sala - hanno concordato che la partenza dei cantieri slitterà da settembre all’inizio del 2011. Per venire incontro soprattutto alla richiesta dei commercianti che hanno grosse aspettative (in termini di cassa) per il mese di dicembre, tra Sant’Ambrogio e shopping natalizio. E l’Ottagono transennato rischia di essere uno scaccia-clienti. Gli assessori si sono chiesti dunque se valesse la pena iniziare il lavoro e fare o stop di un mese, o iniziare dopo le feste. L’opzione preferita da tutti - se il sindaco Letizia Moratti non avrà nulla in contrario - è la seconda.
É tramontata ieri anche l’ipotesi di riscaldare il salotto dei milanesi con serpentine ad acqua. Una proposta lanciata settimane fa dall’assessore all’Arredo urbano Maurizio Cadeo che non dispiaceva nemmeno al collega Terzi. Subito cauto era stato invece Simini, titolare dei Lavori pubblici. Specialmente perchè correggere il progetto prevedendo i tubi sotto la pavimentazione avrebbe fatto allungare ancora i tempi, e i costi sarebbero volati a quota 4 milioni di euro. Troppi, ha ammesso anche il sindaco, in un momento di crisi in cui già si fa fatica a non tagliare i servizi necessari. E scaldare la Galleria difficilmente sarebbe avvertita dai milanesi che abitano in periferia come una priorità. Cadeo ammette che si poteva «comunque predisporre il sistema per non fare da zero il lavoro in futuro, abbassando a un milione la spesa, ma è vero che in un momento di difficoltà quegli stessi fondi potremmo destinarli ad esempio alla Veneranda Fabbrica del Duomo per restaurare la Madonnina. Se parliamo di priorità, indichiamone una, o finisce che non facciamo nè una nè l’altra opera».
Rinviato alla prossima riunione il confronto sul costituire una Fondazione con la Camera di commercio per la Galleria o continuare con la gestione diretta, anche se il tema forte qualunque sarà la strada è mettere a reddito i piani alti oggi occupati da associazioni e uffici comunali. E Terzi insiste: «Dobbiamo fare vivere di più l’Ottagono la sera». Bar e ristoranti aperti fino all’una per lanciare la movida nel salotto.

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